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La guerra dei poveri

by Romano Franco

La rabbia ci assale, il pensare ci logora e la fame per alcune famiglie è una realtà non più lontana. In questo momento di chiusura c’è chi è al limite delle forze e chi stà per insorgere per la mancanza di produttività. Il giorno del giudizio sembra uno scenario sempre più vicino per alcuni, e la paura e la fame presto daranno vita ad un escalation di rivolta incontrollata.

In alcune città e paesi d’Italia c’è un clima di terrore e paura che è pronto ad esplodere in una spirale di violenza. Ma cosa accadrà quando la gente non potrà più mangiare? E’ una semplice addizione, un popolo affamato non ascolta ragioni, né gl’importa della giustizia e nessuna preghiera lo potrà convincere. Diceva bene Seneca: il rischio di guerra civile mondiale è alle porte.

“A chi fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. È quasi una premonizione la frase di Gesù Crito riportata nel Vangelo di Luca: richiama ognuno al massimo senso di responsabilità e tutti a rassegnarsi alla giustizia. Nella narrazione Gesù Cristo preannunzia il giudizio finale e ci dice che sarà basato sui meriti di ognuno, e che il metro di giudizio per ognuno sarà la giustizia.

Sarà difficile mettere in pratica queste parole nel ventunesimo secolo dopo che l’uomo ha conosciuto l’infinita corruzione di questo mondo. Ma confido nella razza umana e spero che possa esserci quell’empatia che eviti l’incombere di una guerra civile mondiale di proporzioni bibliche.

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