Home Cronaca “La danzatrice Stanca” cala il suo sipario ed entra nella leggenda

“La danzatrice Stanca” cala il suo sipario ed entra nella leggenda

by Romano Franco

Di Ginevra Lestingi

Carla Fracci, la più celebre ballerina italiana, è morta all’età di 84 anni. E’ stato questo l’annuncio di oggi del Teatro alla Scala di Milano.

La Fracci, conosciuta in tutto il mondo per le sue interpretazioni come Giselle, ha ballato con molti dei più grandi nomi del settore, in particolare Rudolf Nureyev, Baryshnikov ed è stata fonte d’ispirazione, nonché maestra, di un altro orgoglio italiano, Roberto Bolle, che la ricorda così:

“Era un riferimento per me, da sempre. Anche io sono cresciuto conoscendo Carla Fracci e considerandola, già da bambino, una delle più grandi interpreti e ballerine. Ha rappresentato la danza italiana nel mondo: nessun altro nome era conosciuto e riconosciuto come il suo”.

Figlia di un tramviere, entrò nella scuola di ballo della Scala nel 1946 prima di diventare una delle sue stelle di punta. Si separò formalmente dal teatro nel 1963, in cerca di un palcoscenico più ampio e, per portare la danza, in tutte le culture con quel tocco di grazia ed italianità elegante e sempre aggraziato.

“La penseremo sempre con affetto e gratitudine, ricordando il sorriso degli ultimi giorni che abbiamo passato insieme, dove sentiva di essere tornata a casa”, ha detto il direttore della Scala Dominique Meyer.

Elegante fino all’ultimo e sempre vestita di bianco, la ballerina conosciuta in Italia semplicemente come “La Fracci” è morta a Milano dopo aver sofferto per qualche tempo di un tumore.

“Addio, signora dalla grazia infinita”, ha twittato Nazzareno Carusi, membro del consiglio di amministrazione della Scala.

Un profilo del New York Times nel 1981 ha rivelato che l’inizio precoce di Fracci non era promettente: voleva diventare una parrucchiera, non una ballerina, e quasi fallì l’esame di ammissione.

“La scuola è stata una seccatura e un lavoro terribile, fino a quando un giorno sono stata scelta per interpretare la ragazza con il mandolino in ‘La bella addormentata'”, era scritto sul giornale all’epoca.

“Una volta sul palco, accanto a Margot Fonteyn, ho improvvisamente cambiato idea. Ballare per un pubblico era qualcosa di completamente diverso dal ballare a scuola. Ho iniziato a lavorare molto duramente per recuperare il tempo perduto”.

È diventata prima ballerina all’età di 20 anni, e presto è diventata una star internazionale, acclamata per il suo approccio drammatico alla danza, la sua abilità tecnica e leggerezza.

Manuel Legris, direttore del corpo di ballo della Scala, ha detto di ricordarla “come Giselle, uno spirito che rimane con noi, riempiendo le sale da ballo, il palcoscenico e il nostro cuore, come la sua infinita energia che ci ha catturato e affascinato quando siamo tornati a abbraccia il teatro e i suoi artisti “.

“Il più grande. Divino ed eterno”, ha aggiunto su Twitter il ministro della Cultura italiano Dario Franceschini.

E così, una grande icona d’Italia, esempio di italianità per italiani e stranieri, se ne va, lasciandoci un vuoto incolmabile; un grande esempio di arte, cultura e determinazione. Addio Carla Fracci, vola in alto per danzare con le stelle!

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