Intervista all’on. Giuseppe Lupo: “Noi vogliamo l’Europa di David Sassoli, il quale diceva che ‘l’Europa deve innovare, proteggere ed essere faro”.

Giuseppe Lupo detto Peppino, 58 anni, è un parlamentare del Partito Democratico attualmente deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, adesso è candidato sempre per i Dem alle elezioni del Parlamento Europeo per la Circoscrizione Sicilia e Sardegna.

Ha svolto una lunga carriera nei quadri dirigenti della Cisl dove ha maturato una forte sensibilità ai temi del lavoro e del sociale.

Possiede una laurea in relazioni industriali ed ha ricoperto anche la carica di segretario regionale del Pd dal 2009 al 2014.

Dal 2008 è deputato regionale maturando un’esperienza molto ampia e diffusa nelle varie commissioni parlamentari di cui ha fatto e fa parte.

Dal 2022 a tutt’oggi è stato eletto al Consiglio Comunale di Palermo.

Unanime è la stima e l’apprezzamento non solo all’interno del proprio partito ma nell’insieme delle componenti politiche dell’Ars per le sue doti di moderazione e di dialogo, di intelligenza e di equilibrio.

Una formazione culturale riformista, non in linea con il radicalismo politico, che lo ha spinto a portare avanti sempre iniziative e azioni parlamentari fondate sull’ispirazione della dottrina sociale di matrice cattolico democratica.

Lo conosco da tempo e ho avuto modo di incontrarlo prima di una affollata riunione elettorale rispondendo ad alcune domande con il suo consueto garbo e la sua naturale gentilezza.

 

Lei ha acquisito una notevole esperienza politica prima come segretario regionale del Pd e adesso come deputato regionale dei Democratici. Ecco, secondo lei cosa porta la Sicilia in Europa e cosa può fare l’Europa per la Sicilia?

L’Europa deve guardare più al Sud del Continente, alle sue isole maggiori, Sicilia e Sardegna, rilanciando una politica Euro mediterranea che negli ultimi anni è stata messa un po’ da parte.

Mi sembra che l’Europa abbia guardato più ad Est che al Sud. La battaglia dei parlamentari europei eletti in Italia penso debba essere questa e il mio impegno sarà indirizzato in questa direzione.

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è un tema di grande attualità. Una gran parte di questi fondi sono stati indirizzati per la costruzione del Ponte sulla Stretto. Qual è il punto di vista del Pd su questi fondi sia nel rapporto della Regione che degli Enti Locali?

Bisogna utilizzare sino in fondo questa grande opportunità di investimenti che derivano dal PNRR che ha voluto con forza il Pd.

Ricordiamo lo straordinario impegno dell’allora Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e del commissario dell’economia dell’Unione Europea Paolo Gentiloni.

Il PNRR è una straordinaria opportunità per ridurre le diseguaglianze, di genere, territoriali e sociali.

Una straordinaria opportunità per il Mezzogiorno, per la Sicilia e la Sardegna, per fare davvero un salto in avanti garantendo diritti e parità di diritti ai nostri cittadini.

L’Europa politica non esiste, c’è una Commissione Europea che surroga i governi nazionali. Il Parlamento italiano in gran parte ratifica le direttive comunitarie. E’ possibile da qui ai prossimi anni realizzare quel sogno d’Europa federalista e politica con un governo forte?

Serve un’Europa politica, autorevole con istituzioni comunitarie che devono avere l’autorevolezza di potersi confrontare alla pari con le altre grandi potenze mondiali, sviluppando anche iniziative di politica estera comunitaria, azioni diplomatiche forti per il cessate il fuoco e per riportare la pace in Europa e nel mondo.

Per riuscirci innanzitutto serve una grande e alta partecipazione degli elettori alle elezioni di giorno 8 e 9 giugno.

Se voterà il 60% o il 70% degli elettori le istituzioni e il nuovo parlamento europeo nasceranno con una elevata partecipazione popolare e, quindi, avrà una forza e autorevolezza maggiore. Una partecipazione popolare al voto è assai importante per il futuro dell’Europa come soggetto politico.

Il Pd si presenta con liste fortemente rinnovate in tutto il territorio nazionale. Quali sono i suoi punti di vista su questo progetto politico nazionale del suo partito?

Il Pd si sta fortemente rilanciando ed ha cuore la democrazia, la valorizzazione e la tutela della nostra Carta Costituzionale, siamo profondamente europeisti, consideriamo l’Europa amica. L’Europa ha aiutato i paesi membri, l’Italia tra questi, a sconfiggere il Covid, ricordiamolo. Forse non saremmo riusciti a comprare neppure la prima dose dei vaccini per sconfiggere il Covid. L’Europa ha salvato la vita a milioni e milioni di donne e di uomini, sviluppando politiche sanitarie europee fondamentali. Cosi come l’Europa attraverso il Fondo Sure ha pagato casse integrazioni a tutte le imprese, di tutti i settori, piccole e medie dimensioni, salvando non solo il posto di lavoro di milioni e milioni di lavoratori e lavoratrici, ma garantendo la sopravvivenza stessa delle imprese, che adesso grazie al PNRR possono ripartire e rilanciarsi. Quella di oggi non è ancora l’Europa dei nostri sogni. Noi lavoriamo per realizzare l’Europa dei diritti che possa garantire parità di diritti a tutti i cittadini europei dal Nord Europa sino alla Sicilia e alla Sardegna, in particolare sul tema della sanità, del lavoro e dell’istruzione. Noi vogliamo l’Europa di David Sassoli che diceva che “l’Europa deve innovare, proteggere ed essere faro”.

Non c’è il rischio che questa consultazione europea si trasformi come al solito in un test elettorale nazionale e si perdano di vista le questioni e i problemi di competenza europea?

Giorno 8 e 9 giugno si vota per eleggere il Parlamento europeo per la prima volta sabato e domenica. Un fatto nuovo che sarà possibile esprimere una o più preferenze.

Si tratt di un esercizio pieno della democrazia che vedrà l’elettore esprimere la preferenza sia per il partito che per il politico,al contrario di come avviene a livello nazionale dove le liste vengobo bloccate poiché già stabilite. Spero che questo possa incoraggiare le elettrici e gli elettori a partecipare al voto.

Certo, è un test anche sulla politica nazionale e su quello che sta realizzando o vuole realizzare il governo di centro destra di Giorgia Meloni. Spero che i cittadini italiani vadano a votare anche per bocciare le riforme costituzionali dell’autonomia differenziata che è un attacco al Mezzogiorno e la riforma del premierato che è un attacco alla nostra Costituzione.

Se si vuole un’ Europa unita e dei diritti non si può al contempo lavorare come fa il governo Meloni  per sgretolare il Paese sia dal punto vista istituzionale, sociale ed economico.

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