Home News Illusi dal “War, no more trouble”

Illusi dal “War, no more trouble”

by Romano Franco

Finché esiste la filosofia di ergersi al di sopra di altri esseri umani, di altri popoli o di altre etnie ecco che si stimola la guerra.

“Everywhere is War”, diceva bob Marley. Ovunque vi è un essere che intende sottometterne un altro ecco che nasce l’ingiustizia.

Anche all’interno degli stessi stati dove esistono disuguaglianze tra cittadini di prima classe e cittadini di seconda, anche in essi è presente il germe della rivoluzione o cambiamento.

Fino a quando i diritti fondamentali non saranno garantiti a tutti in maniera uguale non potrà mai esserci la pace. E’ questo il messaggio. Ma le armi e la guerra non sempre sono la risposta. Anzi.

Guerra in Yemen, guerra in Siria e guerra anche alle porte di casa.

Gli agnelli combattono e i leoni si dividono il mondo, facendo patire le conseguenze ai poveri e agli innocenti.

Ed ecco che, per rispondere ad un’ingiustizia, se ne innescano altre formando un circolo vizioso schiavo di una mentalità malata.

Il diritto dei cittadini ucraini di respingere chi si vuole appropriare della propria terra è un diritto sacrosanto, ci mancherebbe.

Ma cos’è la terra? E a chi appartiene?

La terra è di tutti ed è un bene che non può essere acquistato e tantomeno accumulato dall’uomo, dato che noi apparteniamo ad essa e non il contrario. Almeno così dovrebbe essere, se l’uomo non fosse così prevaricatore e arrogante.

Infatti questo diritto illusorio, ideato per pura convenzione, ha preso una strana piega. Da essere un bene elargito a tutti gli uomini per poter vivere liberi e prosperare, come spesso accade, c’è sempre chi se ne approfitta.

I beni sono stati accumulati, a discapito degli altri, proprio da chi non impiegherebbe una vita per calpestare la sua proprietà.

Chi nulla aveva nulla mai avrà, a meno che non si facciano scoperte rivoluzionarie. E’ questa la giustizia del capitalismo e del mondo libero!

Anche il diritto ingiustificato di appropriarsi di materie della natura quali: gas, metalli o preziosi; sfruttando la mano d’opera altrui, che spesso muore per poter garantire il privilegio degli utili e un risparmio al proprietario, è un concetto sbagliato che ci inculchiamo.

La prevaricazione viene legalizzata dal nostro sistema che permette, non solo, al proprietario di appropriarsi di un lembo di terra o del lavoro altrui ma, anche, di una vita umana.

Ma ecco che serve di più. La collaborazione e il confronto ci hanno reso una razza grande ed evoluta. Ma in questo mondo di grandi e piccoli le differenze sono abissali e il confronto è sempre più per pochi, quei pochi che finiranno per godersi, da soli, lo spettacolo di una fine infausta.

La superbia precede la rovina e lo spirito altero precede la caduta. È meglio essere umili con i poveri che spartire la preda con i Superbi. Avantilive: per un mondo migliore.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento