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Il virus abbatte le frontiere e costruisce un nuovo ordine teorico e pratico

by Bobo Craxi

Conversazione di Bobo Craxi con Rino Formica

Craxi: Gli uomini della tua generazione possono dire di aver vissuto almeno due grandi crisi mondiali di cui questa certamente non è meno devastante; Quali riflessioni ti vengono da fare?

Formica: Innanzitutto la questione posta in essere dalla dimensione universale della crisi sanitaria e della sua rapidità di espansione ha già messo in crisi la globalizzazione disordinata così come essa si presentava e sta mettendo in soffitta quasi definitivamente i sovranismi.

Le risposte sono state graduali, qualcuno ha detto tardive ma non è questo è il punto. E’ in atto una ristrutturazione dei poteri ed essa avrà necessità di una revisione che produca nuovi basi pratiche e teoriche, nuove ideologie.

Craxi: Mi stai dicendo che il Virus sta mettendo in discussione i vecchi equilibri e i poteri si stanno adeguando o mettendo ai ripari?

Formica: Osserviamo come ha reagito la BCE; la finanza di interesse pubblico si sgancia da quella di esclusivo interesse privato, accadde d’altronde così nella crisi del ’29 quando fu imponente l’intervento pubblico nell’economia degli Stati. Sta prendendo corpo, ed io dico finalmente, un nuovo potere che ha alla base l’interesse pubblico e sta diventando parte della riorganizzazione del sistema sovrannazionale che inevitabilmente ritornerà ad essere multilaterale con buona pace dei sovranisti che sono i veri sconfitti storici di questa fase.

Craxi: Quali poteri tu pensi stia facendo emergere questa azione di contrasto all’espansione epidemica?

Formica: Il Virus ha fatto uscire allo scoperto il male sottile della Globalizzazione che certamente aveva sviluppato una concezione sovrannazionale sul terreno dell’economia, aveva reso le frontiere più aperte ed i mercati più accessibili ma il Virus ha sferrato il vero e proprio colpo di grazia abbattendole definitivamente e mettendo in crisi persino le sicurezze nazionali che, come abbiamo visto, non possono dotarsi della sola forza delle armi.

Craxi: E questo quindi implica nuovi compiti e nuove autorità? Il superamento di barriere o di vincoli che l’epidemia ha reso obsolete?

Formica: La Crisi ha fatto emergere altre autorità accanto a quelle tradizionali, diremmo che si tratta della penetrazione degli esperti nella definizione delle assunzioni di scelte pubbliche.

L’Autorità della Scienza sta sullo stesso piano di quella della politica e della finanza , poteri di interesse pubblico.

Craxi: La questione che si è posta per esempio oggi riguarda tuttavia proprio il principio di autorità, chi lo fa rispettare e chi sono i decisori ultimi di scelte pubbliche che afferiscono alla tutela di diritti fondamentali.

Formica: Io penso innanzitutto che le nuove risposte saranno determinate da nuove ideologie che devono poter contare su basi teoriche e pratiche altrettanto robuste. Si illudeva chi pensava che fossimo arrivati alla saturazione delle Ideologie. Stanno morendo quelle che si ritenevano auto-sufficienti per affrontare le nuove sfide ed i nuovi dilemmi del tempo. Al contrario, la vicenda della Pandemia comporta una discussione teorica sulla nuova ristrutturazione sovrannazionale e sui nuovi diritti e nuovi doveri che sono emersi.

Innanzitutto chi li governa ed ancora quali sono i limiti che bisogna opporre? Chi li deve far rispettare e chi controlla, infine l’Autorità che sovrintende a tutto questo. 

Craxi: In questi giorni abbiamo sentito riecheggiare, non senza preoccupazione il richiamo ad una svolta più radicale e più autoritaria, l’uso dell’esercito e quant’altro per far rispettare per esempio le indicazioni contenute nel dispositivo nazionale contro la diffusione del Virus.

Formica: In alcuni casi ci sono stati episodi che hanno suscitato in me una reazione ilare. E’ il caso per esempio di quel reparto militare inviato in una fabbrica di mascherine o di alcuni lavoratori che vengono fermati mentre si recano sul luogo di lavoro da agenti in borghese o in divisa ma senza mascherina. La nuova situazione impone risposte e domande semplici ed alla sostanza stiamo vivendo ad un classico scontro fra la teoria di legislazioni ormai vetuste che non reggono più dinnanzi a delle applicazioni di natura pratica. In questo senso la riorganizzazione delle Società sarà rapida e complessa ed alcune domande verranno sostituite da altre. La sicurezza ambientale e sanitaria varranno molto di più della sicurezza delle Comunità dinnanzi ad un pericolo militare esterno.

Craxi: Vuoi dire che ci potremmo avvicinare alla Kantiana “Pace Perpetua”?

Formica: Questo è possibile, nella dissertazione filosofica egli indicava un ordinamento politico sempre aperto al mutamento, è quello che infine i teorici della Globalizzazione sregolata e del nuovo ordine ricostituitosi attorno a poche potenze non avevano immaginato. Tutto, potremmo dire, si è rimesso in discussione, come d’altronde è già avvenuto in altri momenti della Storia. Il prezzo sono le vite umane e il mezzo è stata questa malattia che ancora non è stata debellata, ma la capacità di resistenza dell’uomo e l’infinita saggezza democratica potranno venirne a capo.

Craxi: E nella nostra vita quotidiana cosa potrà accadere?

Formica: Che nella migliore delle ipotesi la sensazione di “scampato pericolo” contribuirà ad organizzare meglio un orientamento nuovo sui nuovi diritti e nuovi doveri sovrannazionali.

Ma per fare questo, bisogna riuscire a scavare nel profondo, ragionando su quanto stia avvenendo, e non ci sono, allo stato, alcune linee-guida di un pensiero che possa impedire che alla ripresa si torni esattamente al punto di partenza, tanto negli stili di vita quanto agli approcci di ordine ambientale, economico e sociale che ci hanno condotto a questo stato di cose.

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