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Il segretario di Giovanni Paolo II accusato di corruzione per aver insabbiato abusi sessuali

by Rosario Sorace

Riesplode la scandalosa e indegna questione della pedofilia nella Chiesa ed oggi si apprende di accuse sconcertanti contro il segretario di Wojtyla che avrebbe preso mazzette per coprire abusi sessuali. Si tratta di una figura di primo piano il segretario storico di Papa Giovanni Paolo II che, secondo una serie di testimonianze, sarebbe stato percettore di bustarelle per insabbiare le violenze.

Mentre l’ex segretario del Papa ora richiede l’istituzione di una commissione indipendente per analizzare i fatti. “Non lo faccio per nascondere la verità, ma per sviscerare scrupolosamente i fatti” ha dichiarato il cardinale Stanislaw Dziwisz. In un documentario trasmesso dalla Tv polacca emergono nuovi particolari che indica il cardinale come una personalità della Chiesa che ha insabbiato gli abusi per anni.

In tal senso, il dossier affermerebbe che Dziwisz avrebbe coperto queste nefandezze in cambio di soldi ricevuti proprio dai responsabili delle violenze. Insiste il cardinale nel volere una commissione che faccia chiarezza sui fatti e dichiara: “Rinnovo la mia proposta, affinché una commissione indipendente valuti le attività della Chiesa nelle questioni toccate da Tvn24” .

La televisione polacca ha intervistato alcuni testimoni, che sostengo di presunti legami di Dziwisz con i Legionari di Cristo e con l’ex cardinale di Washington Theodore McCarrick. “Sarei disposto a collaborare con una commissione del genere e ci conto per trasparenza. Voglio presentare scrupolosamente i fatti” ha proseguito il cardinale, sostenendo che “I bambini e i giovani non devono mai più subire le ingiustizie avvenute nel passato”.

Il primo ad accusarlo è stato Janusz Szymik, vittima di abusi per molti anni. Le molestie sarebbero state opera del sacerdote Jan Wodniak e Szymik aveva raccontato di aver scritto più volte al cardinale nel 2012, quando lo stesso era titolare della diocesi di Cracovia, per denunciare le violenze subite tra il 1984 e il 1989.

Non ricevette però mai nessuna risposta e i fatti di pedofilia raggiunsero dimensioni talmente rilevanti che Gniezno Wojciech Polak, delegato dell’Episcopato per la protezione dei minori, si era appellato alla Santa Sede per avviare procedure contro i vescovi insabbiatori. Adesso i fedeli si appellano anche a Papa Bergoglio e ci sono circa 635 le persone che hanno inviato un appello al Papa pubblicato da diverse testate giornalistiche nel mondo per procedere contro coloro che volevano cancellare gli abusi.

Francesco si è impegnato molto su questo versante e aveva già intimato ai preti di riferire i casi di abusi sessuali ed eventuali insabbiamenti nel 2019, durante un incontro di vertice sulla pedofilia convocato in Vaticano. Nel 2019 la Chiesa polacca ha ammesso che negli ultimi 30 anni quasi 400 membri del clero si erano resi responsabili di abusai sessuali su minori.

Bisogna ricordare le falsità, reticenze e omissioni che hanno permesso appunto a McCarrick, ex cardinale, di abusare di bambini, giovani uomini e seminaristi nel corso di tutta la sua carriera. Theodore McCarrick oggi ha 90 anni e Papa Francesco lo ha costretto a dimettersi dal collegio cardinalizio il 27 luglio 2018 per poi spretarlo nel febbraio del 2019. Oggi, dopo un’approfondimento di due anni, la Santa Sede pubblica il “rapporto McCarrick”, che è molto atteso negli Stati Uniti, in cui sono riportate novanta interviste a testimoni e vittime.

Il dossier racconta vicende e fatti diversi rispetto al dossier di monsignor Carlo Maria Viganò che è stato nunzio negli Usa e che è in odore di scisma e sostenitore delle teorie del complotto accusando esplicitamente il Papa di stare “dalla parte del Nemico”. Proprio Viganò aveva chiesto nell’agosto del 2018 le dimissioni di Papa Francesco sul caso McCarrick.

Il Rapporto ora afferma che la Santa Sede prese decisioni in base a informazioni “parziali e incomplete” e “fino al 2017 non arrivarono in Vaticano accuse circostanziate di abusi su minori”. Ma proprio tre anni fa si aprì il processo canonico che si è concluso con le decisioni di Francesco di fare chiarezza.

Ai cardinali erano arrivate missive di denuncia che però non erano state prese in considerazione poiché “non fornivano nomi e circostanze”. Le lettere anonime, adesso, sono da conservare poiché oggi la Congregazione per la Dottrina della Fede afferma che “l’anonimato del denunciato non deve far ritenere falsa in modo automatico la notizia”.

Nel frattempo si muove lo studio legale Anderson Associates, che da oltre vent’anni si batte per conto delle vittime delle molestie del clero e manifesta la sua soddisfazione su twitter per la pubblicazione del dossier che disvela i misfatti.

Gli avvocati scrivono infatti che il Rapporto della Santa Sede sul cardinale Theodore McCarrick “è il diretto risultato delle denunce di sopravvissuti e vittime che hanno trasformato l’ombra in luce, la luce in calore, il calore in pressione e la pressione in cambiamento”. Un’altra pagina di vergogna sulla Chiesa che il Papa sta cercando di debellare.




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