Home In evidenza Il rilancio di Renzi, pronto il ricatto per il Mes

Il rilancio di Renzi, pronto il ricatto per il Mes

by Romano Franco

La crisi di governo si incendia sempre più e la nuova bozza sul Recovery plan passa al vaglio di tutti i partiti lasciando una grande scontenta, Italia Viva. A niente è servita la disponibilità al dialogo e al rimpasto data dal premier. Dopo aver ottenuto attenzioni, Renzi non contento, punta al rialzo.

“Presenteremo un nostro documento che chiederà: sì o no al Mes? Le nostre richieste sono più soldi per la sanità che vuol dire prendere il Mes”, annuncia il leader di Iv in un’intervista al Tg2 Post. “Non saremo complici di uno sperpero, siamo pronti a dimetterci e andare all’opposizione. Se Conte, come sembra, vuole cercare i voti dei responsabili in Aula lo aspettiamo lì”.

E con l’aria da bullo e sicuro di esserlo, aggiunge: “Se non ha i numeri, c’è un altro governo, non le elezioni”. Che sia un modo per confessare l’ambitissima scelta di un governo tecnico? Chi lo sa; nel frattempo dal Pd avvertono: “Conte non è sostituibile, se Iv romperà davvero, si andrà alla conta in Aula e poi eventualmente al voto”.

Mentre si lavora per far fronte a questa gigantesca bolla di sapone, gonfiata sempre più dall’Ego di Renzi, stasera ci sarà l’ennesimo confronto con i capi delegazione che dovrebbero siglare l’intesa sulla bozza del Recovery fund.

L’infinita ricerca di celebrità da parte di Renzi lo sta portando verso un baratro politico, anche se si tratta dell’ennesimo tentativo da parte del senatore della Valdarno di far parlare ancora di sé mostrando lo stesso patetico bisogno di celebrità di una Star sulla strada del tramonto. Poca lucidità, o disegno di un premio ancora celato? Che abbia un accordo con il leader della Lega tramite Verdini? Chi lo sa, di certo il leader di Italia Viva è da tempo che, trovandosi al governo, si comporta da opposizione… Forse la strategia di Renzi fa parte di un disegno più ampio che riuscirà a mostrarci realmente le sue intenzioni.

Vertice

Intanto i suoi seguaci si muovono per suo ordine avanzando le sue richieste, come un sequestratore in attesa del riscatto. Ed è proprio la Bellanova che presenterà un documento con i punti su cui c’è ancora disaccordo.

Quello di stasera a Palazzo Chigi sarà il primo, vero, confronto tra i partiti della maggioranza e il presidente del Consiglio. L’incontro con i capi delegazione, a cui parteciperanno anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il responsabile degli Affari Ue, Enzo Amendola, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, è in programma per le 18, ma l’orario potrebbe slittare.

Le linee guida sono state inviate ieri ai partiti, compresa Italia viva, la forza più critica di tutta la coalizione, pronta a lasciare l’esecutivo qualora le sue proposte non fossero accolte. Nel dossier portato avanti ci sarà anche il Mes, argomento che ha segnato un punto di rottura non indifferente nella maggioranza. Renzi e i suoi vogliono cercare di capire se c’è la disponibilità da parte dell’esecutivo di accedere alla linea di credito straordinaria da circa 36 miliardi di euro per le spese sanitarie dirette e indirette.

Una versione ‘light’ del trattato istituito per far fronte alle possibili crisi dei settori bancari dei Paesi membri, che presenta condizionalità ritenute da tutti troppo pesanti. Sul tavolo resta l’ipotesi di una crisi dai risvolti ancora oscuri, in un clima che continua ad essere segnato da grande incertezza, tra chi punta sul rimpasto, chi scommette sul Conte ter e chi evoca un governo tecnico.

La sfida tra premier ed ex premier ad un duello di ego sta per avere inizio, anche se questo si dimostrerà l’ennesimo tentativo di ‘bouffonnerie’ di palazzo vana glorioso per affermare la propria figura in una classe politica di squallido livello.

Far valere la richiesta sul Mes con così ampio ritardo e senza uno straccio di progetto, la dice lunga sulla superficialità del leader di Italia Viva, sempre pronto a dare la colpa agli altri per i suoi fallimenti. Di certo, prendere il Mes costringerebbe gli alleati dei cinquestelle ad un suicidio politico e per ovvi motivi non lo accetterebbero mai.

In un momento così delicato, tenere il paese in ostaggio per il Mes, strumento che non verrà mai accettato, mostra semplicemente tutta la natura egoistica di Renzi che, alla stregua di un bambino viziato alla ricerca del regalo, muove ancora le fila dopo aver perso tutta la rappresentanza riposta in lui da parte degli italiani. Chi rappresenta Renzi? E per conto di chi parla? Solo per se stesso purtroppo.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento