Home Cronaca Il Pentagono dice che la guerra in Ucraina è persa in partenza. Ma allora perché farla?

Il Pentagono dice che la guerra in Ucraina è persa in partenza. Ma allora perché farla?

by Romano Franco

Dopo quasi 9 mesi di guerra arriva una dichiarazione imbarazzante da parte del Pentagono.

“La probabilità di una vittoria militare ucraina, ovvero che i russi siano cacciati da tutta l’Ucraina, inclusa la Crimea, non è alta”, dice il capo di Stato maggiore statunitense, Mark Milley, in una conferenza stampa al Pentagono.

Dopo aver venduto armamenti in maniera copiosa e dopo aver mandato al massacro 100.000 soldati ucraini e 50.000 civili, ecco che il sogno di Zelensky viene infranto proprio da chi lo sosteneva a spada tratta.

Dal 24 febbraio le conquiste da parte dei russi seppure a rilento sono avanzate, i morti civili ucraini sono aumentati, i debiti hanno affossato il Paese e le città sono state rase al suolo.

Ma a quasi a un anno dall’inizio della fine non è rimasto niente dell’Ucraina e il colpo inferto all’Europa è stato quasi letale.

Oggi Milley parla di “una possibile soluzione politica”, soluzione diplomatica a cui tutti i pacifisti, discriminati automaticamente come putiniani, ambivano. Una specie di ultima spiaggia che dopo 9 mesi di conflitto ha consegnato il Paese definitivamente nelle mani dei russi.

Ma, col senno di poi e con tutti i problemi creati dal 24 febbraio, perché intestardirsi su un conflitto già perso in partenza e che tanto ha fatto perdere ad altri? La risposta è assai semplice, cari amici europei. Gli Usa dalla guerra ci hanno solo guadagnato, e non poco.

La situazione economica negli Stati Uniti era a rischio default dai tempi di Obama, poiché il paese importava più di quanto esportava da anni, e fu per questo motivo che Trump impose ai tempi i suoi dazi che Biden, in seguito, non ha mai più tolto.

“Import maggiore dell’Export”, se ci si sofferma su questo punto la guerra ha portato vantaggio proprio agli Usa che magicamente, grazie al conflitto in Ucraina, ha iniziato ad esportare più di quanto non facesse prima.

L’isolamento nei confronti del primo Paese al mondo per territorio e materie prime, la Russia, è stato un suicidio evidente da parte dell’Europa, che vive di terziario e manifattura, e ha svuotato non di poco i magazzini oltreoceano.

Le richieste negli Usa sono arrivate per: disserbbanti, Gpl, mangimi, grano e armi; e il dollaro ha iniziato a schiacciare pian piano l’Euro svalutando il suo potere d’acquisto.

Dopo quanto guadagnato fino ad oggi e dopo quello che abbiamo perso noi europei, gli ucraini in primis, sentirsi dire che la guerra era persa in partenza rappresenta un evidente presa per il culo a cui gli americani presto dovranno rispondere.

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