Home Attualità Il Parlamento Zerbino del premier Draghi, nuovo record: 34 votazioni blindate in appena 10 mesi

Il Parlamento Zerbino del premier Draghi, nuovo record: 34 votazioni blindate in appena 10 mesi

by Romano Franco

Prima o poi doveva capitare. Con un sistema elettorale fatto ad hoc per sottomettere i parlamentari al partito e con una mentalità stagnante e opportunistica, alla fine la tragedia è avvenuta.

Il Parlamento ha fallito nella sua missione di rappresentanza e, come spesso accade, i parlamentari, pur di venir rieletti, tendono spesso a piegarsi al volere della Corte di turno.

Con Mario Draghi si è arrivati ad un punto di non ritorno, per quanto concerne le fiducie richieste sui provvedimenti. Con quella a Montecitorio sulla Legge di Bilancio, infatti, si balza a quota 34 votazioni blindate, equamente distribuite tra Camera e Senato, in appena dieci mesi.

Per quanto ce la si possa avere con il premier Draghi, non è assolutamente lui che abbiamo eletto, a differenza dei nostri rappresentanti, che oggi fanno passare tutto in sordina.

Sapere di aver scelto degli ignavi rappresenta l’ennesima spinta ad una crisi di rappresentanza sempre più marcata.

Il taglio dei parlamentari, avvenuto qualche tempo fa, è stato discusso ed è stato contestato proprio perché veniva meno il concetto di rappresentanza. Ma con un Parlamento che si comporta come un gregge di pecore e che si limita solo a fare da passa carte, con stipendi sontuosi, ci si domanda: A cosa serve il Parlamento? Qual è la sua utilità?

Sfruttare l’emergenza e la pandemia per incentrare il potere nelle mani di un solo uomo è lontanissimo dal concetto di Democrazia e Repubblica.

La fiducia può essere usata per far decadere gli emendamenti ed è uno dei poteri che rendono unici il Parlamento, organo Sacro.

Neanche una settimana fa il premier Draghi aveva elogiato il ruolo e il lavoro del Parlamento. Peccato però che il suo fare da Amministratore delegato abbia calpestato, questa sacralità, più volte da quando è salito al potere.

Pure la Corte costituzionale aveva evidenziato questa necessità di trovare un punto di equilibrio per garantire un dibattito tra i parlamentari.

“È di fatto uno svilimento del Parlamento molto pericoloso, a maggior ragione quando si discute il provvedimento più importante, la legge di Bilancio”, dice Antonio Misiani, Pd.

La democrazia, come la nostra Repubblica, è un bene che non si è disposti a cedere, neanche in piena emergenza. E’ necessario che i Parlamentari si destino, come dice il nostro inno, e comincino a riprendersi il loro sacro diritto.

Anche se l’ipotesi fallimento è dietro l’angolo. Infatti, per i molteplici invertebrati senza spina dorsale che “abitano” in quelle aule, questa, si prospetta una Mission Impossible.

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