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Il Papa e quello schiaffetto un po’ impertinente

by Silvia Roberto

“Offese, picchiate, violentate, indotte a prostituirsi e a sopprimere la vita che portano in grembo”. Un discorso, quello tenuto da Papa Francesco durante l’Angelus a piazza San Pietro il primo dell’anno, che ha messo al centro la donna. È strano, forse voluto, forse studiato, che Papa Bergoglio abbia voluto dedicare la prima messa del nuovo anno a colei che è considerata, come lui stesso ha dichiarato, il simbolo della rinascita dell’umanità. Proprio in coincidenza di quell’incidente accaduto solo il giorno prima nei riguardi di una donna, dove il Pontefice, a seguito di uno strattonamento di una fedele un po’ troppo affettuosa, l’ha portato a perdere la pazienza e a darle uno schiaffetto sulla mano, per poi girarsi e andarsene visibilmente infastidito. La donna di origine asiatiche, probabilmente “illuminata” dalla visione del Papa, aveva precocemente deciso di far conoscere la sua “estrema” vicinanza al successore di Pietro. Ma come siamo arrivati a questo spiacevole episodio?

L’evento, divenuto inevitabilmente virale in poche ore invadendo centinaia di bacheche social, è accaduto la sera di San Silvestro, verso le 18:30, mentre Papa Francesco salutava la folla radunatasi durante la sua visita al presepe a piazza San Pietro. Abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare lo stile di questo Papa, il non volere una eccessiva sicurezza vicino a lui perché preferisce avere la libertà di stare al fianco del popolo tanto da essere definito dall’arcivescovo e teologo Rino Fisichella, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, “il Pontefice del contatto”.

Ma ritorniamo a quella sera. Papa Francesco si era avvicinato alla transenna, salutando i fedeli e abbracciando i bambini. Improvvisamente una donna dai lineamenti asiatici, con un cappotto nero e una leggera frangetta, afferra con gesto deciso il braccio destro del Pontefice facendogli quasi perdere l’equilibrio. Lui cerca di allontanarsi, di ritirare il braccio ma a nulla serve, la fedele è agguerrita. A quel punto Papa Francesco con la mano sinistra libera colpisce quella della donna riuscendo a liberarsi. Poi, con fare stizzito e alquanto seccato si gira e se ne va. Un episodio che ha fatto il giro del mondo in poche ore, portando la maggior parte dei fedeli a risentirsi di quel gesto poco carino fatto da chi persegue benevolenza, carità e umanità.

In pochissime occasioni abbiamo visto Papa Francesco con volto cupo e nero. Una volta aveva gridato di “non fare il prepotente” a un uomo che, durante l’udienza in piazza San Pietro, l’aveva tirato a sé. Come non ricordare poi quando stava per essere travolto, durante un incontro a Napoli, da alcune monache di clausura che lo avevano circondato nel solo vederlo. E ancora nel 2016, in occasione di un viaggio in Messico, il Pontefice era stato afferrato sempre alla mano da un giovane fedele che aveva rischiato di farlo cadere su una persona con disabilità. In quella circostanza il Papa si era soffermato dicendo a quell’uomo di “non essere egoista”. Per non parlare di coloro che hanno cercato più e più volte di baciare la mano del sommo Pontefice che puntualmente e nervosamente ritraeva.

Insomma, abbiamo visto più volte il Papa essere preso e strattonato. D’altronde è lui stesso a voler quel contatto con i fedeli che lo fanno sentire più vicino al popolo bisognoso. È allergico alle eccessive misure di sicurezza tanto da raccogliere la borsetta caduta a una anziana signora o ad accorrere in aiuto di una poliziotta caduta da cavallo bloccando perfino un intero corteo. In Vaticano oramai lo sanno e non tentano neanche più di ostacolare il suo modo di fare.

Però, ci sono dei momenti dove “a volte perdiamo la pazienza. Anche io”. Sono queste le parole recitate dal Papa all’Angelus il 1° gennaio dove si è scusato per il gesto poco carino compiuto nei riguardi della donna. Ed è in quella occasione che il Pontefice ha posto la sua attenzione e riflessione verso la figura della donna: “Le donne sono fonte di vita. Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato dalla donna. Dal corpo di una donna è arrivata la salvezza per l’umanità: da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità”. E come proposito per il nuovo anno Papa Francesco chiede di avere a “cuore la dignità di ogni donna, donatrice e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali”.

D’altronde, se ci fermiamo a riflettere, il Papa è una persona come tutti, come noi. Con il suo carattere, la sua simpatia, il suo sorriso, ma anche con i suoi momenti bui, le giornate di luna nera, le arrabbiature e perfino gli atteggiamenti (rari) ma poco carini nei riguardi delle altrui persone. Chi di noi non ha mai esagerato con una parola detta male o un gesto che ha fatto soffrire? E se lo ha fatto un Papa che volete che sia. Solo perché indossa il vestito bianco non vuol dire che non sia di carne come noi, non abbia sentimenti come noi e non sia di cuore come noi. Ci hanno sempre insegnato che i reali o le altissime sfere hanno una etichetta da seguire. Questo si può dire, questo no, questo si può fare quell’altro no, indossare un vestito piuttosto che un altro. Ma quello che non ci hanno mai detto è che forse anche queste persone hanno bisogno ogni tanto di sentirsi libere di agire e di reagire come meglio credono, come il loro cuore chiede o la loro testa impone. Certo, non dobbiamo farlo diventare un qualcosa di abituale perché se è vero che sono come noi, bé, poi così tanto simili non lo sono. Hanno un ruolo, un incarico come pochi, una responsabilità e delle regole da seguire.

Quello che però manca a molti, e che il Pontefice invece possiede, è l’umiltà di chiedere scusa. Lui lo ha fatto davanti a milioni di persone e in mondovisione. Chi sa chiedere scusa in questo mondo ostile ha già vinto. E Papa Francesco si è confermato un vincitore. Il 2020 è cominciato con un gesto di scuse che vale più di mille parole e, perché no, di uno schiaffetto un po’ impertinente.

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