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IL MIRACOLO GENOVESE

by Bobo Craxi

Conversazione con l’Amministratore Delegato di Fincantieri Infrastructure

Si è fatto opportunamente ricorso all’enfasi in questi giorni quando ci si è riferiti alla inaugurazione del Viadotto genovese che sostituirà il Ponte Morandi tragicamente eclissatosi nell’agosto di due anni fa producendo la tragedia delle vittime innocenti e lo choc economico per una Città che ha visto l’amputazione di un vettore fondamentale del trasporto; letteralmente si é spezzata in due la Capitale della Liguria.

Il “Miracolo Genovese” non è stato il frutto del caso ma è il risultato di un lavoro collettivo che ha visto impegnati per due anni l’Amministrazione Pubblica dello Stato, le Imprese a cui è stato affidato il compito di ricostruzione, i lavoratori ed il concorso fondamentale dei cittadini genovesi.

Ho incontrato l’Amministratore Delegato della Fincantieri Infrastructure, l’azienda partecipata dallo Stato che ha assunto la guida insieme a Salini Impregilo dei Lavori per la struttura pensata dall’Architetto genovese Piano; Marcello Sorrentino proviene da una Storia Sindacale, di estrazione socialista, ha cercato di mantenere vivo anche in questo frangente un approccio culturale che legasse la necessità dell’efficienza di una scelta pubblica alla tutela dei lavoratori che sono stati la parte essenziale affinché la consegna avvenisse nei tempi prestabiliti ed assieme si valorizzassero i comparti produttivi della Holding Statale FinCantieri che ha dimostrato di essere una grande eccellenza del nostro Paese.

CRAXI Allora questo ponte genovese è quasi finito?

SORRENTINO: Dobbiamo ancora completare delle saldature in quota, montare i cosiddetti Carter, ovvero abbassare di circa 25cm la struttura, stiamo studiando quale tecnica adottare. Completate le opere in asfalto, operato il collaudo pensiamo di poter consegnare entro la data stabilita.

CRAXI Credo sia stata una fatica di Sisifo immagino. In qualche modo l’epopea del Ponte Genovese appare la metafora del popolo e dello Stato Italiano che appare straordinario innanzitutto o esclusivamente nei momenti di emergenze. La mano pubblica è stata fondamentale?

SORRENTINO: Non dobbiamo nasconderci che allo choc per la caduta del ponte è subentrata anche una forte richiesta di discontinuità per la sua ricostruzione. Il turbolento rapporto pubblico-privato, e la comprensibile disaffezione nei confronti dei precedenti gestori ha determinato le condizioni affinché si facesse avanti per la ricostruzione una guida impresariale che fosse incrociata con la mano pubblica. L’Azienda che dirigo e che avevo contribuito a realizzare quattro anni orsono è un’appendice efficace delle capacità straordinarie, nel campo delle realizzazioni delle opere  in acciaio che sono il grande fiore all’occhiello di FINCANTIERI che realizza Navi e le vende in tutto il Mondo ( N.d.R. E’ notizia di oggi che verranno realizzate in Italia le fregate della Marina Militare Americana).

La Mano Pubblica ha guidato l’operazione e l’elemento Commissariale è risultato decisivo.

CRAXI: Ha contato il fatto che Fincantieri fosse un’azienda che ha anche sede in Liguria?

SORRENTINO In parte sì, anche se è stata una grande operazione di logistica ed è stata essenziale la flessibilità, la competenza e l’esperienza del Gruppo. Sono stati impegnati tre cantieri. Sestri Levante, Valeggio, Castellamare di Stabia. Le opere realizzate in Veneto venivano trasferite su gomma in Campania e successivamente attraverso delle chiatte in Liguria. E lo stesso trasporto dal Porto di Genova al Cantiere avveniva con operazioni logistiche piuttosto complesse. E’ stato un grande lavoro.

CRAXI: Genova è una grande e laboriosa Città, è stata immagino di grande collaborazione.

SORRENTINO: Si, se si pensa non solo il disagio che ha creato un cantiere in pieno centro cittadino ma anche il fatto che abbiamo contestualmente subito diverse alluvioni, la collaborazione con gli Enti Locali ed i Sindacati è stata eccellente e la figura Commissariale è stata all’altezza del compito.

CRAXI: Immagino che anche l’emergenza della Pandemia abbia costituito un fattore di ritardo o di rallentamento.

SORRENTINO: E’ avvenuto paradossalmente il contrario nel senso che pur avendo comportato grandissimi oneri, abbiamo aumentato il personale per assorbire la mancata produzione, certamente c’è stato un aggravio dei costi ma abbiamo aumentato la produzione e l’occupazione. Abbiamo avuto anche dei casi di coronavirus, ma sul cantiere la sicurezza è stata garantita da una scrupolosissima attenzione.

CRAXI: L’Opera contiene qualche segno architettonico particolare?

SORRENTINO: Renzo Piano non ha voluto turbare la Città, è un’opera senza orpelli, ha optato piuttosto per un viadotto che ha voluto definire “rassicurante”. La struttura ricorda una chiglia della nave ed è un richiamo alla sobrietà e alla tradizione marinara di Genova che è una Città profondamente ferita. Quel ponte dovrà durare oltre 1000 anni ha detto.

CRAXI Con la legislazione ordinaria sarebbe stato possibile giungere ad una conclusione così auspicabilmente rapida?

SORRENTINO Posto che l’assegnazione è stata fatta secondo un principio giuridico europeo, la gestione è stata commissariale, essa ha indubbiamente consentito di poter operare con una dovuta celerità. L’eccesso di norme contenuto nel codice crea ostacoli, per questo mi auguro che questa esperienza tragica possa servire a trasformare l’approccio da parte del legislatore, della P.A. e dello stesso settore delle imprese che saranno inevitabilmente una delle leve per il rilancio dello sviluppo se, nel dopo-crisi, s’intendesse come io auspico ad aumentare l’impegno dello Stato.

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