Home In evidenza Il governo vieta alle parafarmacie di effettuare i tamponi: “Vergognosa interferenza lobbistica”

Il governo vieta alle parafarmacie di effettuare i tamponi: “Vergognosa interferenza lobbistica”

by Romano Franco

Le scuole hanno riaperto e il picco dei contagi aumenta a dismisura, e mentre le code davanti alle farmacie diventano sempre più lunghe, oltre che affollate e popolose, nonché pericolose per il contagio, le scelte prese dal governo non hanno alcun logica se esse non venissero fatte per garantire lo schifoso business.

E quindi, non solo non si assiste ad una distribuzione gratuita di tamponi fai da te e maschere FFP2, come dovrebbero già fare per preservativi, anticoncezionali e assorbenti; ma viene messa in scena una vera e propria incanalatura di flussi di denaro nei confronti, solo, di alcune categorie.

I farmacisti, hanno aumentato i propri ricavi in maniera esponenziale da quando è esplosa la pandemia, questo perché il governo ha permesso loro di sfruttare il coronavirus a proprio piacimento senza aver mai pensato di introdurre regole ferree per garantire a tutti dispositivi e strumenti a basso costo, se non gratis, per poter affrontare la pandemia.

E così con il picco dei contagi il costo dei tamponi è aumentato; a sua volta, i saturimetri sono ritornati a costare tanto e la popolazione continua a spendere ad un prezzo maggiorato per un virus che dovrebbe essere combattuto da tutta la razza umana, in base ai propri mezzi.

E mentre i farmacisti più furbetti hanno alzato già i prezzi dei test fai da te, le entrate aumentano esponenzialmente grazie al lavoro affidato alle farmacie; chiamati ad effettuare quasi 600 test al giorno ad un prezzo di 15 euro l’uno.

Ma c’è chi come Davide Giuseppe Gullotta, Presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, ha consigliato al governo di autorizzare anche altre attività a effettuare i tamponi.

Cosi per alleggerire il carico, le oltre 5mila parafarmacie italiane hanno chiesto di essere autorizzate anche loro a fare i tamponi. Ma il governo le ha nettamente ignorate.

“I software in parafarmacia sono gli stessi che in farmacia, ma stranamente le parafarmacie non sono abilitate. Inspiegabile che i nostri appelli, comunicati ufficiali, pec e richieste ufficiali al ministro Speranza e al generale Figliuolo cadano totalmente nel vuoto”, dice Gullotta.

Il Presidente della federazione nazionale parafarmacie italiane parla di “vergognosa interferenza lobbistica. I politici sanno che in parafarmacia c’è un farmacista. L’attuale vicepresidente della Camera Andrea Mandelli è farmacista e presidente della Fofi. Noi pensiamo che se il Governo non ci ascolta è per colpa di una lobby che va a danno delle parafarmacie e dei cittadini. Ad esempio la Regione Marche ci aveva autorizzato ma Federfarma ha fatto ricorso ed ora siamo in attesa. Il servizio dei tamponi è un servizio fondamentale ma è anche un business importante per le farmacie. Non lo vogliono mollare perché i tamponi sono comprati dai farmacisti ad un prezzo che varia da 1,50 euro a 2,50 e vengono pagati dai cittadini 15 euro”.

“Noi come farmacisti chiediamo di effettuare i tamponi nelle parafarmacie. Non capisco perché non ci ritengono adatti quando noi abbiamo anche lo spazio necessario mentre in molte farmacie usano i gazebo esterni. Noi possiamo contribuire a snellire le file e possiamo dare un’alternativa ai cittadini che girano per la città a cercare di fare un tampone in sicurezza e comodità. Vogliamo essere utili. Tra i vari problemi dei test antigenici ricordiamo che oltre a creare disagio nella popolazione costretta a sostare ore in strada costano agli italiani 315 milioni di euro al mese”. Proventi che vanno esclusivamente nelle mani di una sola categoria.

Nelle farmacie, come nelle parafarmacie, non sono stati fatti corsi e non si possiede alcuna formazione particolare per effettuare i famosi test antigenici.

Ecco perché lo Stato, senza scomodare i geni del farmaco, avrebbe potuto tranquillamente allestire gazebo ad hoc per effettuare i tamponi a prezzo di costo alla popolazione. Così come per i vaccini. Ma le proposte a rigor di logica non hanno alcun senso quando c’è di mezzo il danaro.

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