Home In evidenza Il centrodestra va da Mattarella per la crisi, ma si divide sulle possibili opzioni

Il centrodestra va da Mattarella per la crisi, ma si divide sulle possibili opzioni

by Romano Franco

Scalpita il centro destra più estremo, dopo il risultato del governo Conte in Senato. E quindi i tre “baldanzosi generali” si godono la loro marcia trionfale verso il colle sapendo di aver raggiunto il loro scopo. Non sono bastati l’innalzamento dello spread o la deambulazione nel vuoto dell’esecutivo, nulla importa, tanto il ritornello da un anno a questa parte è uno ed uno solo: “Elezioni”.

E così il trio delle ‘meraviglie’ “Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno manifestato al Presidente della Repubblica, a nome dell’intero centrodestra, la grande preoccupazione per la condizione dell’Italia: mentre emergenza sanitaria ed economica si abbattono su famiglie e imprese, il voto di martedì ha certificato l’inconsistenza della maggioranza. E’ convinzione del centrodestra che con questo Parlamento sia impossibile lavorare”.

Nulla togliere alla disfatta della maggioranza apparsa in maniera clamorosa e nel momento meno propizio manifestando incoscienza e inconsistenza, ma, non è dal negazionismo o dalla superficialità di chi pensa di fare bottino nel momento più propizio che si evince maturità e coscienza.

Il centrodestra, con un gesto di piaggeria, ha ribadito al Presidente la fiducia nella sua saggezza. E’ quanto si legge nella nota congiunta diffusa dal centrodestra al termine del colloquio al Quirinale con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’incontro è stato chiesto dall’intera coalizione subito dopo la mancata maggioranza assoluta del governo Conte in Senato. Ieri, in una nota congiunta, le opposizioni avevano manifestato la loro intenzione di “rappresentare al presidente della Repubblica il proprio punto di vista sulla situazione che è ormai insostenibile”.

Ma nel centrodestra vi sono diverse posizioni, Salvini e Meloni non hanno dubbi e, come un tormentone, ritornano a chiedere che “la parola passi agli italiani” e che si vada a votare. Ma il realismo di Tajani si contrappone alla fantasia di Meloni e Salvini che, con un bel po’ di giudizio in più, sa che ci sono altre alternative.

Idem dicasi per Cambiamo di Giovanni Toti che è di un altro avviso: “Quello che a forza di dire ‘votiamo votiamo’ il centrosinistra si rafforzi – dice il governatore ligure – è un dubbio che ho espresso anche al centrodestra. Il voto è pensabile in una finestra estiva prima del semestre bianco. Se ci sarà il voto ben venga ma bisogna ragionare anche in altre direzioni”, afferma.

I ‘totiani’, in particolare, non considerano opportuno gridare al voto in piena emergenza pandemica e con la necessità di un piano vaccinale e del Recovery Fund. Meglio, spiegano ambienti vicini a Giovanni Toti, provare a vedere se ci sono le condizioni per un governo di salute pubblica, di scopo o unità nazionale, che possa semmai traghettare al voto. La soluzione più plausibile arriva dal centrodestra moderato che si distacca dall’incoscienza più estrema. Che sia arrivato il momento della rottura? Chi lo sa… Per il momento rimaniamo in attesa!

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