Home In evidenza Giorgia Meloni, una mitraglia opportunista fatta di slogan e luoghi comuni

Giorgia Meloni, una mitraglia opportunista fatta di slogan e luoghi comuni

by Romano Franco

“Incompetente e inadeguato”. E’ questa la definizione di Giorgia Meloni nei confronti di Roberto Speranza, ministro della Salute. Un giudizio inequivocabile, secondo la leader di Fratelli d’Italia, al punto che il partito ha deciso di presentare una mozione di sfiducia a Roberto Speranza.

“Fratelli d’Italia – aggiunge la Meloni – denuncia da tempo l’incompetenza e l’inadeguatezza di Speranza nel ricoprire l’importante e delicato incarico di Ministro della Salute – sottolinea Meloni – soprattutto in questo momento storico: dalla gestione fallimentare e disastrosa della pandemia alle imprese stremate a causa delle chiusure insensate e continue”. Per questo prosegue la leader del partito “FdI presenterà una mozione di sfiducia nei suoi confronti e vediamo chi si assumerà la responsabilità di tenerlo ancora al suo posto. Non è più tempo di Speranza, ma di coraggio”. Giusta l’osservazione, ma fine a se stessa la critica. Dov’è stata sino ad ora la leader di Fratelli d’Italia, quando morti e contagi aumentavano. Col senno di poi è facile sparare su quella Croce Rossa, targata Speranza, che ha imposto regole e restrizioni per frenare i contagi.

In difesa di Speranza, interviene l’ex premier Giuseppe Conte, anche lui coinvolto nell’inchiesta atta a far luce su errori e omissioni delle istituzioni italiane nell’ambito della prima ondata di coronavirus. ”Faccio notare – dice Conte – che il presidente Draghi è stato molto chiaro dichiarando solo qualche giorno fa che ha voluto lui il ministro Speranza e che ne ha grande stima. Quindi – prosegue – mettere in discussione Speranza significa voler indebolire, irresponsabilmente, il governo durante questa difficile fase emergenziale”. Conte aggiunge poi che ”da oltre un anno Roberto Speranza è costantemente impegnato per tutelare un bene fondamentale, cioè la salute dell’intera comunità nazionale, le polemiche contro di lui sono del tutto strumentali e inaccettabili”. Mentre il segretario Pd, Enrico Letta, parla di una “mozione vergognosa”.

Sono mesi che monta la polemica da parte dei partiti del centrodestra nei confronti del Ministro della Salute, attaccato costantemente da Meloni e Salvini per la gestione dell’emergenza Covid. Ed è proprio la Lega a prendere tempo sulla mozione di Fdi: “Non vogliamo la testa di Speranza, vorremmo che cambiasse la politica di Speranza, perché c’è una maggioranza diversa”, dice Riccardo Molinari, capogruppo leghista alla Camera, lasciando Palazzo Chigi dopo l’incontro con il premier Mario Draghi. Poi sulla mozione di sfiducia di Fdi dice “La leggeremo”. Altre fonti della Lega spiegano che “sicuramente sosterremo la proposta di una commissione d’inchiesta sul piano pandemico, su ritardi ed errori”.

Forza Italia, che un mese fa prendeva parte all’accusa, per ora non si associa alla richiesta di Meloni. “Stupisce che chi ha avuto ruoli così importanti come Giorgia Meloni non sappia che per presentare una mozione di sfiducia individuale occorrono 63 firme secondo i regolamenti. Insomma, ci si agita solo per fare ammuina. Mentre il paese ha la testa altrove. #iostoconRoberto”, scrive su Twitter il coordinatore di Articolo Uno, Arturo Scotto.

Nessuno vuole mettere in dubbio la critica e l’opposizione della leader di Fratelli d’Italia, ma si chiederebbe, al solito, una critica più costruttiva piuttosto della solita mitragliata spara sentenze senza soluzione alternativa. Ma si sa: le critiche portano consenso, le soluzioni invece no. Ed è proprio questa la strategia Meloni, intraprendere la solita campagna disfattista, colma di presunzione e arroganza, atta a denigrare tutto e tutti senza prendere mai una vera e propria posizione.

Si perché Giorgia Meloni è solo questo, accusa il governo Conte di non aver chiuso prima e accusava lo stesso governo di mettere troppe restrizioni e chiusure per poter permettere ai commercianti di lavorare e prosperare. Della serie: avere una botte piena con la moglie sempre ubriaca; ma qua l’unica ubriaca pare proprio la rediviva Giorgia che tutto sa e tutto può, a parer suo, una vera manica di luoghi comuni e slogan spettacolari che vengono trattati e ritrattati a seconda della stagione. Vista l’evidente mancanza di lungimiranza da parte sua e di Salvini di prevedere una seconda ondata palese quasi a tutti.

Si può criticare, ed è giusto dare consigli costruttivi al governo e al ministro della Salute, che prima d’ora non avevano mai dovuto subire il peso di decisioni così drastiche; ma è ingiusto sottolineare tensioni e frustrazioni già al limite della sopportazione senza proporre alternative. La cosa davvero scandalosa è che non si è mai chiesto alla Meloni: cosa farebbe per arginare la pandemia e allo stesso tempo permettere all’economia di prosperare? Cosa farebbe in alternativa ai lockdown? Tutto tace…

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