Home In evidenza Draghi indice nuove regole e detta l’introduzione del tanto discusso Green Pass. Continua l’opera “Divide et Impera”

Draghi indice nuove regole e detta l’introduzione del tanto discusso Green Pass. Continua l’opera “Divide et Impera”

by Romano Franco

E’ passato un anno ed è sempre la solita solfa. I numeri del Covid aumentano e, nonostante un vaccino esaltato da tutti gli esperti, le restrizioni giungono prima quest’anno.

Verrebbe da chiedersi: come mai le “teste d’uovo” al servizio della scienza non riescono a dare una spiegazione a questi morti e contagi che proprio non calano o che addirittura aumentano?

E così, quindi, come un fulmine a ciel sereno, il “socialista liberale”, dal nome di Mario Draghi, dichiara l’ennesimo stato di emergenza che durerà fino a fine anno. Come se poi d’inverno, con i contagi che aumenteranno di sicuro visti i numeri estivi, non si prolunghi ulteriormente.

La cosa veramente terribile della vicenda è che, nonostante ci sia stata gente che da due anni a questa parte si sia arricchita in maniera spropositata da questa tragedia immane, il buon governo capitalista, prima di introdurre il green pass, innescando di nuovo il sistema che permetta agli stessi privati di arricchirsi sempre di più, non abbia pensato ad investimenti statali per quanto riguarda industrie di tamponi, mascherine e ospedali pubblici che permettano alla gente di digerire questa pandemia a “prezzo di costo”.

E quindi cosa si fa? Chiudiamo discoteche, anche nelle zone bianche e affossiamo sempre di più il turismo, la prima ricchezza del paese, esaltata dallo stesso Draghi all’inizio del suo “impero”.

I vaccinati, coloro che hanno seguito le regole del monarca, possono ritenersi i privilegiati della società e possono contagiarsi e contagiare e creare altri focolai andando ovunque a spargere il virus, grazie all’introduzione del tanto discusso green pass, misura che doveva includere solo i tamponati, con tamponi che potevano tranquillamente essere serviti gratis o a prezzo di costo, direttamente, dal pubblico al cittadino.

E quindi alé, via, tutti in palestra, nei ristoranti e nei luoghi chiusi; e a settembre saremo punto e a capo, pronti per una nuova chiusura e nuovi lockdown ancora più serrati grazie a nuove varianti e variantelle. Una fine del tunnel che proprio non vuole arrivare.

Ma la verità evidente può essere solo una. Se avessimo voluto realmente vedere la fine di questo fatidico tunnel e di questa tragedia immane si doveva fare una sola cosa: Un vaccino unico in tutto il mondo, fatto dagli Stati e non dalle case farmaceutiche, sempre più affamate di soldi che hanno visto un guadagno facile dalla disperazione della razza umana.

Il certificato di buon suddito, o green pass, dal 5 agosto dovrà essere esibito per le consumazioni al bar e al ristorante, ma solo se al tavolo al chiuso. L’obbligatorietà del green pass sarà estesa per l’accesso anche a spettacoli all’aperto, centri termali, piscine, palestre, fiere, congressi e concorsi.

Il “regnante”, come abbiamo visto fare prima da Conte e poi dallo stesso Draghi, è uscito e ha dettato le nuove regole da seguire; e chi non le segue viene etichettato come un nemico della società o come un pazzo folle. Con rabbia, frustrazione  e disperazione arrivate a livello di rivoluzione.

Ma non vi preoccupate cari cittadini, non ci sarà alcuna rivoluzione, almeno per il momento. Divide et Impera dicevano i latini, è questa la ninfa primaria per ogni regime che si rispetti. E noi “poveracci” siamo molto divisi.

Ora le distrazioni e i temi divisivi non ci potranno mai far diventare uniti e coesi contro il potente nemico, la dittatura finanziaria e la speculazione privata delle multinazionali. I temi divisivi sono all’ordine del giorno: il ddl Zan, “vaccino si, vaccino no”, la riforma sulla giustizia e l’immigrazione ci terranno incollati agli schermi, nelle piazze e sui social a discutere di aria fritta, solo per vedere che, alla fine, decide sempre Draghi.

Ora c’è qualcuno che penserà che questo articolo sia fatto da un pazzo o sia frutto di una mente malata, può anche darsi. Ma la situazione è diventata insostenibile e non se ne può più. Servono nuove regole e serve un nuovo scenario il prima possibile.

La società in cui viviamo ha fallito su ogni fronte e il fallimento, evidente a caratteri cubitali, è stato e verrà pagato ad un prezzo carissimo dai più emarginati della società.

Semmai un domani dovessimo uscire vivi da questa tragedia immane, miei cari lettori, bisogna riorganizzare un nuovo ordine mondiale e dettare nuove regole per l’equilibrio dell’umanità e della nostra esistenza. Poiché l’esistenza è troppo breve e troppo preziosa per venir bruciata in questo modo, non ci guadagniamo niente dall’oppressione e dalla fame. La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia. Avanti sempre!

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