Dopo i debiti si ritorna all’Austerity. L’Europarlamento dà il via al Nuovo patto di stabilità europeo

Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo Patto di stabilità.

Le nuove regole di bilancio si sono concordate in via preliminare con il Consiglio ed entreranno in vigore da quest’anno per la preparazione delle “finanziarie” del 2025.

I nuovi diktat per la nuova governance economica dell’Europa è stata approvata con 359 voti favorevoli, 166 contrari e 61 astensioni. I presenti in Aula a Strasburgo erano 586.

Poco prima l’Aula aveva approvato il cosiddetto braccio preventivo della nuova norma (367 sì, 161contrari e 69 astensioni) e il braccio correttivo, con 368 voti favorevoli, 166 contrari e 64 astensioni.

La riforma del Patto di stabilità passerà ora al Consiglio Agricoltura di lunedì 29 aprile per il via libera definitivo.

“Siamo usciti da quattro anni straordinari per l’economia dell’Ue”, ha dichiarato il commissario all’Economia Paolo Gentiloni.

“Durante tutto questo periodo è stata applicata la clausola di salvaguardia generale che ha sospeso il vecchio Patto dando agli Stati membri il margine di manovra di cui avevano bisogno per rispondere a questi shock”, ha spiegato Gentiloni.

”Ora abbiamo voltato pagina su quella fase e siamo pronti ad aprire un nuovo capitolo per la governance economica nell’Ue, un capitolo che, sono convinto, ci consentirà di affrontare le nostre sfide attuali e future con rinnovata fiducia”, ha detto il commissario all’Economia.

La delegazione del Pd al Parlamento europeo si è astenuta al voto sulla riforma del Patto, nonostante la stessa fosse stata partorita dall’equipe di Gentiloni, figliol prodigo del partito democratico. Ma il PD non poteva votare a favore di una procedura innegabilmente controproducente per la nostra economia.

“Immagino per ragioni di politica interna”, ha commentato il commissario. A chi gli faceva notare che tutti i partiti politici italiani si sono astenuti o hanno votato contro, ha ironizzato: “Abbiamo unito la politica italiana”, ha detto Gentiloni.

Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega si sono astenuti. Gli unici voti contrari sono stati quelli dei cinquestelle.

Per Giuseppe Conte si parla di “ritorno dell’austerity”. Ma con due guerre che ci coinvolgono e una pandemia alle spalle forse potrebbe essere anche peggio stavolta.

Insomma, il margine di errore sui conti è un triste ricordo. Si ritorna all’austerità e ai debiti accumulati.

Ora si riga dritto cari italiani, la pacchia è finita e il rischio di finire gambe all’aria è sempre presente come una spada di Damocle.

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