Crisi afghana: Di Maio “chiuso per ferie”

Durante la crisi afghana, la Farnesina è nel marasma più totale per il rientro degli italiani dall’Afghanistan, ma, in questo scenario catastrofico, c’è chi proprio non vuole assolutamente rinunciare al proprio “diritto” di sfruttare le “meritate” vacanze.

Stiamo parlando del sempre più inutile ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che viene sorpreso a scorrazzare tra le spiagge del Togo Bay, nello stabilimento balneare di Porto Cesareo nel Salento, con una compagnia assai interessante. Il Ministro infatti viene pizzicato in spiaggia insieme alla compagna Virginia Saba, insieme all’ex collega di governo Francesco Boccia con la moglie Nunzia De Girolamo e con loro vi è anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano affiancato dalla compagna Elena Laterza.

Il fatto che stia in spiaggia non è un grande scandalo visto che è vacanza quasi per tutti, il vero scandalo è quanto l’Italia e il suo ministero contino poco in ambito Internazionale negli ultimi tempi.

Si può capire quanto sia difficile competere con la caratura e con il pedigree di quell’uomo di mondo di Mario Draghi, che oscura tutti e attrae tutto proprio come un buco nero, ma un ministro degli Esteri, in casi di emergenza come questi, non può permettersi il lusso di poltrire sotto un ombrellone e stare così lontano dal suo palazzo che sta attraversando ore di caos.

Sono molte le critiche che arrivano da ogni dove, prima fra tutti e quella di Maria Elena Boschi di Italia viva che ha scritto su Twitter: «Quello che accade a Kabul non riguarda solo le nostre sorelle afghane. Riguarda tutti e tutte noi. Il ministro degli Esteri deve lasciare la spiaggia e venire in Parlamento per una informativa urgente. È in gioco la vita di milioni di persone ma anche la dignità dell’Occidente».

Tralasciando il disperato tentativo della Boschi di attirare consenso femminile al suo partito sul bordo di un baratro, ma come può uno come Di Maio salvare vite umane? Si sa, lui nel suo immaginario trasuda questa convinzione di essere un supereroe in calzamaglia, ma la realtà e la sua fantasia molto spesso non sono coincise per forza di cose. Sono molte le volte che Di Maio, in vista di dichiarazioni infattibili passate, si è dovuto confrontare con la realtà molto più dura della situazione superficiale da lui immaginata. No Tav, mai con la Lega, mai col Pd, mai con Forza Italia ecc…

Diversa obiezione è stata, invece, quella di Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco a Roma: «Ma meno male che questo trust di cervelli è al mare nell’impossibilità di fare danni. Sono i benefici del Ferragosto. Lasciamo le cose come stanno». Difficile non trovarsi d’accordo con la dichiarazione di Calenda.

La Farnesina è composta dai migliori esperti nel settore e dall’eccellenza italiana e, di sicuro, gestiranno la questione molto meglio di come farebbe il nostro ministro degli Esteri che, grazie all’inadeguatezza e all’inutilità, avrebbe sicuramente combinato qualche casino dei suoi, e non per la mancanza di “tituli”.

Di Maio e il suo gruppo di grilli parlanti avevano dato l’idea di un cambio di rotta, definendo quasi una nuova figura del politico “libero”, “laborioso” e “incorruttibile”. Ma il sistema che volevano rinnovare ha evidenziato quanto sia difficile rivoluzionare non cambiando le regole di elezione e di propaganda mediatica, per questo hanno deciso di integrarsi.

Così, oltre all’inesperienza, il ministro degli Esteri si è ritrovato ad interpretare appieno la figura del politico più odiato dal suo elettorato. Il politico bighellone che scherza, ride e si diverte quando c’è una crisi internazionale che scuote il mondo.

Fonti parlamentari confermano che l’audizione dei ministri degli Esteri, Luigi Di Maio, e della Difesa, Lorenzo Guerini, sulla situazione in Afghanistan davanti alle commissioni congiunte Affari esteri e Difesa di Camera e Senato è stata convocata ufficialmente il 24 agosto e dovrebbe tenersi alle ore 14. Manca più di una settimana all’audizione, nel frattempo Di Maio è chiuso per ferie.

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