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Corsa agli armamenti, una spesa inutile e corrotta

by Romano Franco

La corsa agli armamenti, in tempi di crisi economica, è oltremodo inevitabile e la scelta di spendere ingenti capitali in nuovi armamenti, nel 2022, pare sempre di più una scelta corrotta e inutile malnutrita da un’informazione sempre più marcia e in malafede.

I media parlano di necessità di armarsi, come se le armi nel mondo non fossero già abbastanza e come se i morti e le vittime delle guerre non siano già ovunque.

I costi militari pesano sulle tasche dei contribuenti italiani già 25 miliardi di euro, circa 4 volte il costo del Reddito di Cittadinanza. La spesa dovrebbe aumentare fino a 38 miliardi di euro.

E’ assurdo che l’Italia, un paese contrario la guerra, spenda più per le armi che per i poveri.

Ma scandali a parte, a differenza di ciò che scrivono le varie testate al servizio delle lobby, l’occidente in armi spende già una cifra folle.

Questi capitali mal spesi, potrebbero servire per rendere la vita più dignitosa a milioni o miliardi di persone.

Negli ultimi anni gli Usa (766.583 miliardi di dollari), l’Inghilterra (58.485 miliardi di dollari), la Francia (51.572 miliardi di dollari), la Germania (51.570 miliardi di dollari), il Canada (22.854 miliardi di dollari) e l’Italia (28.370 miliardi di dollari) hanno speso all’incirca 1000 miliardi di dollari, che equivalgono a 14 volte la spesa militare della stessa Russia di Putin (66.838 miliardi di dollari) e 4 volte la cifra totale spesa dalla Cina di Xi Jinping (244.934 miliardi di dollari).

I soli Stati Uniti, in un anno, hanno speso nella difesa molto di più rispetto a Russia e Cina messe insieme.

Le priorità del mondo fanno pena!

In un mondo dove i leader si fanno la guerra per difendere un confine da gente tale e quale a noi non c’è posto per idee ancestrali e antropomorfe.

In questo mondo di padroni e sotto è difficile notare quanto l’aumento della spesa militare sia stupido e solo fonte di guai.

In molti ribattono dicendo che l’industria bellica, nel tempo, abbia portato all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie.

Ma non c’è niente di più sbagliato in tutto ciò.

Al massimo è il contrario, sono le innovazioni e le nuove tecnologie che, applicate, consentono lo sviluppo di nuove armi.

Fissione nucleare – bomba atomica.

Tutto il contrario di quanto dicono oggi i vari mercenari da testata, che farebbero di tutto pur di incanalare finanziamenti verso la difesa.

Ma, per quanto riguarda invece gli investimenti che attirano le industrie della morte, è solo motivo di vergogna evidenziare quali siano le reali priorità dell’essere umano.

E quindi, in questo spettacolo indecoroso, assistiamo all’ennesimo insulto nei confronti dell’intelligenza dei cittadini.

Infatti, soldi che potrebbero essere utilizzati come nel caso dell’Italia per ridurre l’età pensionabile, per la rivoluzione energetica, per gli investimenti sulla sanità pubblica, per strutture (scuole, ospedali ecc…) e infrastrutture (ponti, strade, ferrovie ecc…), per investimenti nel mondo del lavoro e in imprese partecipate; al contrario, vengono utilizzati per regalie ad inutili industrie obsolete che in un mondo fatto di tolleranze, di comprensioni e di collaborazione non hanno ragione d’esistere.

E così, i conti correnti delle fabbriche della morte aumentano a dismisura, a discapito di quelli dei poveracci, e qualche politico si è già aggiudicato gli sponsor per la prossima tornata elettorale. Buona la prima.

Insomma, la solfa della corsa agli armamenti per difendersi dallo Zar Putin non regge se si fa un confronto tra le spese di Est e Ovest. Provare per credere.

Al contrario, sarebbe bello stimolare invece una politica del disarmo dove i grandi si mettono d’accordo per spendere sempre meno soldi in armamenti, magari iniziando da una spesa che non superi lo 0.1% del Pil.

Ma la nostra, attualmente, rimane una speranza vana.

In questa politica di distinzioni illusorie che scindono bene e male, dove le armi rappresentano in maniera evidente un male assoluto, chiamano chi si oppone ad un aumento della spesa “disertore”, ma non vi è nessuna vergogna nel difendere il popolo che muore di fame mentre le grandi lobby delle armi si ingozzano, coperti e tutelati dalla politica.

Politici armaioli “Cà nisciuno è fess” e chi propaganda il contrario o non legge tra le righe o lo fa in mala fede, per il resto sempre Avanti!

 

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