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Conte chiede scusa per i mancati aiuti economici

by Rosario Sorace

Giuseppe Conte ha inviato un messaggio nella giornata del primo maggio e non ha nascosto le difficoltà del momento che si stà vivendo.La festa dei lavoratori è una festa senza lavoro, con il lavoro bloccato.

Oggi il Presidente del Consiglio ha consapevolezza che occorre dare risposta concreta ai tanti occupati e disoccupati. Dopo l’intensa pesante giornata di ieri, in cui lo stesso Conte ha affrontato un Parlamento che ha criticato, senza mezzi termini, l’operato del suo governo e ha messo in evidenza i limiti della sua strategia economica. Allora, proprio nel giorno del primo maggio, Conte ha voluto diffondere un messaggio al Paese in cui ha espresso la speranza di un futuro migliore e il suo impegno per il mondo del lavoro.

La parte più significativa è quella in cui chiede scusa per i ritardi nell’attuazione degli aiuti promessi e promette di dare ascolto ai  lavoratori che oggi sono pieni di rabbia nel pieno della crisi da coronavirus che sta colpendo la carne viva della Nazione.

Si legge nel suo intervento su Facebook dice: “Il mondo del lavoro è messo a dura prova. Tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio. Molti, durante la fase più acuta di questa emergenza, hanno lavorato negli ospedali, in strada o in ufficio per assicurarci assistenza, soccorso, sicurezza e beni essenziali”.

In tal senso da tre mesi si vive ancora oggi la minaccia del virus, che non cessa, e ci troviamo ad affrontare le conseguenza di una crisi economica senza precedenti. Gli effetti più nefasti e disastrose  ricadono proprio sul mondo del lavoro.

Conte, a tal proposito, ha riaffermato che: “Negli ultimi 50 giorni abbiamo dovuto mettere in campo uno sforzo economico pari a quello di intere manovre di bilancio realizzate nell’arco di 2 o 3 anni”. Le difficoltà non sono assolutamente risolte del tutto, ammette Conte, soprattutto, nell’erogazione di sussidi e aiuti economici fondamentali per alcune categorie di lavoratori.

Il Presidente del Consiglio, quindi, non è indifferente a questo problema e dice: “Alcuni li hanno ricevuti e ci sono alcuni ritardi nelle somme da erogare, come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti. Chiedo scusa a nome del Governo, e vi assicuro che continueremo a pressare perché i pagamenti e i finanziamenti si completino al più presto. La rabbia dei lavoratori non cadrà nel vuoto”.

Nel suo lungo messaggio su facebook, Conte ha anche  riportato le storie di lavoratori in grave  difficoltà durante la crisi da coronavirus. Si è riferito a ristoratori, addetti nei centri estetici, barbieri e parrucchieri, che trame categorie più colpite dal  lockdown e che dovranno  attendere più tempo per la ripartenza.

Così il  Presidente del Consiglio si è dichiarato aperto e attento alle parole e, soprattutto, ai suggerimenti che verranno offerti per riaprire in sicurezza.

Infine il premier ha ricordato che: “Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento”.

Apprezzabile la presa di posizione e l’ ammissione di responsabilità, ma, adesso nel giro di poco tempo si deve passare dalle parole ai fatti per non far  perdere credibilità al governo e per non aggravare la crisi.

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