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Conosciamo meglio il popolo Berbero

by Nicola Comparato

I berberi sono una popolazione europoide stanziata nel Nord Africa, già presente nel territorio ancor prima dell’Islamizzazione del Maghreb.

Tra i gruppi berberi più conosciuti abbiamo i Tuareg, i Sahrawi e i Cabili dell’Algeria. Un capo d’abbigliamento classico di molti uomini berberi è il burnus, un mantello di lana con cappuccio, mentre esclusivamente per i Tuareg, viene indossato il Tagelmust, un velo che lascia liberi solo gli occhi coprendo gran parte del viso.

Le donne cabile in genere indossano scialli di lana decorati. Il termine berbero deriva probabilmente dalla parola greco/romana “barbaro”, utilizzata per indicare chi in tempi antichi non parlava la lingua greca o latina. I berberi preferiscono definirsi “Imazighen”, che nella loro lingua “Tamazight”, significa “Uomini Liberi”. Anche se molti abitanti del Nord Africa si riconoscono come arabi, in realtà la maggior parte di loro ha storicamente un’origine berbera.

Questo popolo viene ricordato come un grande oppositore dei conquistatori del passato, come ad esempio: romani, bizantini, vandali, cartaginesi e arabi, ed è grazie alla sua determinazione che è riuscito a mantenere intatte molte delle sue tradizioni fino ai giorni nostri. La loro economia è basata sull’agricoltura, ma anche sulla pastorizia per quanto riguarda i gruppi nomadi e seminomadi. Tra i piatti tradizionali della cucina berbera, possiamo citare il famosissimo Cous Cous, e il Tajine.

Immancabile poi a tavola o da servire agli ospiti il buonissimo Tè alla menta. La religione maggiormente praticata è l’Islam, ma esistono anche minoranze cristiane ed ebraiche. I berberi hanno anche una propria bandiera, chiamata “Asenǧaq amaziɣ“, progettata dal militante berbero algerino Mohand-Aârav Bessaoud. È composta da 3 bande orizzontali di colore blu, verde e giallo, con al centro una lettera di colore rosso della scrittura Tifinagh appartenente ai berberi Tuareg. Il blu indica il mar Mediterraneo, il verde il territorio e le montagne, il giallo rappresenta il deserto del Sahara. La lettera al centro è un simbolo di vita e di resistenza e ricorda tutti i caduti che hanno lottato per l’indipendenza e per il riconoscimento della cultura e della tradizione berbera.

Un elemento tipico della loro tradizione, ma praticato anche in buona parte del Medio Oriente, è la zaghroutah, un suono vocale a metà strada tra un canto e un ululato, emesso dalle donne per rappresentare giorni di festa o momenti di immensa gioia. Per farvi un’idea pensate all’inviata di Striscia la Notizia Rajae Bezzaz, berbera marocchina nata in Libia quando “ulula” al termine di un servizio per il programma.

Le abitazioni nei villaggi berberi in genere sono costruite in pietra, ad eccezione di quelle dei berberi nomadi che hanno cominciato col tempo ad utilizzare le classiche tende beduine. Il patrimonio culturale berbero è molto vasto, da scoprire ogni giorno attraverso le varie creazioni artigianali come le decorazioni, la tessitura e le ceramiche. Ma una forte impronta é stata lasciata anche nella musica, che varia fortemente a seconda del luogo in cui viene suonata. Infine, sono molti i berberi celebri in ambito artistico, musicale, cinematografico e sportivo. Uno fra tutti, il grande calciatore di origine berbera algerina Zinèdine Zidane.

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