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Come Aisha Romano

by Nicola Comparato

Ecco il mio pensiero sul ritorno in Italia di Silvia Aisha Romano. Sono sconvolto dall’ ipocrisia di alcuni italiani a livello politico/religioso, gente che non conosce la religione cristiana, che bestemmia dalla mattina alla sera, che non legge la Bibbia ma che fa uso della fede per questioni politiche. Per non parlare del loro odio nei confronti dell’ Islam e delle persone che decidono di convertirsi. Che poi conversione non è. In realtà si tratta di un ritorno all’Islam, la religione originaria. Vi racconto un po’ la mia esperienza che in qualche modo mi fa sentire vicino a lei.

Sono sempre stato un tipo spirituale, affascinato fin da bambino dalle Sacre Scritture, e per questo motivo mi sono sempre sentito diverso dagli altri. Leggevo la Bibbia ogni giorno. In quelle pagine trovavo conforto. Col tempo, e grazie ai miei tantissimi amici musulmani, mi sono avvicinato all’Islam. Complice anche il fatto di essere stato ospite di una famiglia a El Kabaria in Tunisia nel 2017. Era un mondo tutto nuovo per me. All’ inizio come tante persone, pensavo che l’Islam fosse solo una cosa da “arabi”. Ma poi ho capito che mi sbagliavo. L’Islam è per tutti. Al mio ritorno in Italia dopo alcune “sbandate politiche nella destra”, in un periodo in cui ero molto depresso e confuso e alla ricerca di me stesso, e deluso dalla sinistra che mi aveva creato alcuni problemi, ho finalmente deciso di pronunciare la Shahada davanti ai fratelli della più grande Moschea di Parma con il nome profetico di Gesù nel Corano, ovvero Isa.

Per la prima volta in vita mia sentivo di aver fatto la scelta giusta. Ma in buona fede commisi l’errore di pubblicare il video della mia Testimonianza di Fede su Facebook. Il video cominciò a girare sulle pagine di tutta Italia e di conseguenza cominciai a ricevere insulti e messaggi di morte rivolti a me e alla mia famiglia, non solo dai soliti leoni da tastiera, ma anche da vari esponenti politici di destra ed estrema destra. Fui costretto a fare un nuovo profilo Facebook, che fu immediatamente bloccato su segnalazione e poi sbloccato dopo aver mandato al social network i miei documenti. In seguito venni a sapere della visita dei carabinieri sul mio posto di lavoro che chiedevano informazioni su di me per sapere se facevo parte di qualche gruppo terroristico. In più gli amici di una vita mi avevano bloccato su Whatsapp. Il mondo mi era crollato addosso. L’unica cosa da fare in quel momento era di non far più vedere a nessuno il mio interesse per la religione. Mi allontanai per un po’ dall’Islam pubblicamente, praticando la fede solo nella mia vita privata. La disperazione mi portò a dichiarare in pubblico di essermi “convertito” solo per avere visibilità e per creare della polemica.

In conclusione, io capisco Aisha Romano, so cosa significa essere perseguitati. Non mi interessa dei soldi del riscatto, se è diventata musulmana per davvero o se è stata obbligata a farlo, sono felice di vedere che indossi il velo con fierezza.

Ciò che conta per me è che una ragazza è tornata a casa dalla sua famiglia dopo un anno e mezzo di prigionia. Questo mi rende felice. Al contrario mi rattrista vedere tanta ignoranza e tanto odio da parte dei suoi connazionali. Molto spesso il problema dell’Italia sono proprio gli italiani. E da questo punto di vista mi vergogno di essere italiano.

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