Home Attualità CAMPO INCOLTO

CAMPO INCOLTO

by Redazione

Di Pietro Carlomagno

Per le terre dimenticate dal tempo, o persino da Cristo come nel caso della Basilicata di Carlo Levi, le elezioni regionali sono come il San Remo per i cantanti, dove improvvisamente giornali, radio e notiziari iniziano a parlare di questi luoghi leggendari, per metà reali e metà immaginari.

Su questo meraviglioso palco, però, le canzoni da promuovere e far amare al pubblico non cantano dei territori, del futuro e della speranza da ridare a terre spopolate e abbandonate dai propri figli, in fuga come sempre e come me ingrati.

Su questo meraviglioso palco, però, i cantanti non hanno lasciato il posto alle genti di queste terre, ma alla passerella della politica nazionale che qui si misura con test sperimentali, marketing da effetti speciali, luci talmente abbaglianti da mettere in ombra ogni possibile contenuto, promesse talmente tradite come ogni marinaio di qualsiasi barca salpata in questi porti, dove ormai non c’è alcun orecchio disposto ad ascoltare e nessun cuore sensibile all’amore e, rassegnati, si assiste allo spettacolo circense lottando per una comparsa da clown.

Da questo meraviglioso palco da settimane si sono accesi i riflettori su Sardegna, Abruzzo e ora Basilicata, ed abbiamo appreso, dalle sofisticate e approfonditissime analisi, tante nozioni su possibili campi larghi, stretti o semicoltivabili, ma non abbiamo appreso nulla di nuovo su queste terre, sui mille borghi inerpicati tra i monti ed erosi dal vento, o adagiati sul mediterraneo e consumati dal sale, spesso non solo baciati dal sole, ma dal Giuda degrado, dove scongiurare che l’unico campo che resterà non sarà ancora una volta quello arido ed incolto che dà a queste terre un aspetto lunare.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento