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Buon compleanno Italia!

by Rosario Sorace

Oggi l’Italia compie 159 anni. Riccorrenza che cade proprio in un momento drammatico della sua storia.

Certamente siamo velati di nostalgia per il nostro glorioso passato e consapevoli di questa unità difficile, controversa, che per tanti è stata un’annessione sabauda del ricco Nord nei confronti dei Borboni di un Sud arretrato.

Si continuerà per altri decenni a discettare delle ragioni di queste differenze in cui si consumeranno le solite tesi antropologiche e ipotesi strutturalistiche sui modelli di sviluppo. Ci sarà tempo per parlare di questi squilibri socio economici che non hanno consentito una vera e propria unità della Nazione al punto che spesso si è parlato di risorgimento tradito e di dominio del triangolo industriale.

Mi sembra però, che in questa fase della nostra vicenda storica, che vede il popolo italiano alle prese con un nemico oscuro e minaccioso, dobbiamo cercare di utilizzare questa stasi per seminare piccoli chicchi di una nuova dimensione del vivere e dello stare insieme.

Mi pare indubbio, che la radice dei mali, sia nella mancata assunzione di valori condivisi della comunità nazionale, a cominciare dall’etica della responsabilità, che in altre nazioni, è un sentimento collettivo assurto a religione laica. Manca l’idea di una cultura di appartenenza alla terra dei padri, che si apra al mondo, e che si debba avvertire da parte di tutti, nel bisogno di rispetto delle libertà limitate dalla legalità democratica.

Sentirsi soprattutto persone dotate di diritti civili, ma anche di obblighi sociali, in modo che la nostra Carta costituzionale, non sia solo un bel documento da esibire, ma sia un manifesto di cose materiali da compiere ogni giorno. Cosicché, bisogna ripensare alla società intera, e sforzarsi di concepire la necessità di una fiscalità naturalmente equa ed estesa a tutti in modo proporzionale, sostanzialmente protesa a garantire la rete dei servizi sociali.

Dobbiamo cercare, in breve tempo, di scardinare la repubblica delle corporazioni e delle congregazioni dei privilegi. Non ci sembra di fare torto a chiunque dovesse assumere il potere in Italia, se diciamo che anche questo dipende da noi, perché i nocchieri della nave, rispondono agli interessi che vogliamo siano rappresentati nelle stanze che contano.

Abbiamo l’impressione, senza retorica e senza presunzione, che tutti saremo chiamati in causa per superare la decadenza in cui siamo sprofondati, con il pericolo che bussa alle nostre porte. Oggi, siamo alle prese con l’ansia e la paura per questa psicosi collettiva, mentre domani, saremo costretti a rimboccarci le maniche per risalire la china e per assicurarci un futuro laborioso e sereno, ad un Italia, che resta una delle nazioni più belle al mondo.

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