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Brexit is coming tra incontri e nuove possibili intese

by Silvia Roberto

Lo scorso 12 dicembre si sono tenute le elezioni britanniche che hanno visto il leader del Partito Conservatore Boris Johnson stravincere e ottenere una maggioranza ancora più potente e più forte di prima. Da sempre il suo obiettivo principale era e resta quello di condurre il Regno Unito fuori dall’Unione europea. Una vicenda che i britannici si trascinano dal 2016, quando il Prime Minister di allora, David Cameron, indisse un referendum dove il popolo fu chiamato ad esprimersi per decidere se restare all’interno della Ue o se uscire. Questo perché Cameron voleva rendere più malleabile Bruxelles per avere maggior margine di manovra nelle trattative di negoziazione di un nuovo accordo. In definitiva, voleva mostrare a Bruxelles e ai partner europei la concretezza di una possibile e papabile opzione di uscita del Regno Unito dall’Unione.

In
verità, se andiamo a leggere la storia politica britannica, notiamo come la
vicenda risalga a prima ancora delle mosse volute e attuate da Cameron, cioè a quando
Margaret Thatcher, conosciuta come la “Lady di ferro”, da sempre convinta
euroscettica, non approvava i contributi che il Regno Unito era costretto a
versare.

Il prossimo 31 gennaio la Gran Bretagna uscirà definitivamente dalla Ue ed è giunto il momento di parlare di future relazioni tra Londra e Bruxelles. Proprio per tale motivo si è tenuto a Downing Street un incontro tra Boris Johnson, il leader del Partito Conservatore britannico e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. A distanza di quattro anni il negoziato riprende anche se in salita. Johnson è molto sicuro di sé. Se da un lato, infatti, abbiamo un Prime Minister che vorrebbe un Trattato di libero scambio sul modello di quello concluso fra Ue e Canada, dall’altro abbiamo la presidente della Commissione europea che parla di “negoziati duri” fra Ue e Regno Unito ma non impossibili da realizzare. La von der Leyen è infatti convinta che un’intesa sia possibile, con legami destinati a restare “indistruttibili”.

Tra i temi bollenti in primis c’è l’avvio alla completa transizione britannica dall’Ue. Ma al centro della discussione vi è anche l’obiettivo di raggiungere un’intesa su rinnovati rapporti commerciali che siano vantaggiosi per entrambe le parti. E ancora regolare gli scambi di merci, le operazioni finanziarie e bancarie, la gestione di risorse, i diritti di pesca nei Mari inglesi e il soggiorno di cittadini europei sul territorio del Regno Unito. Insomma una serie di temi che dovranno essere risolti entro il 31 dicembre 2020, una data sulla quale Boris Johnson non transige. Meno convinta sulle tempistiche è invece von der Leyen la quale dichiara che “senza una proroga del periodo di transizione oltre il 2020, non ci si può aspettare di concordare ogni singolo aspetto della nostra nuova partnership”.

Un incontro, quello tra il Prime Minister e la presidente della Commissione europea, preceduto da un discorso sul futuro dell’ “amicizia” fra Ue e Gran Bretagna che la von der Leyen ha tenuto alla sua vecchia università, la London School of Economics. Londra può ancora “scegliere la collaborazione invece dell’isolamento. Gli ultimi anni sono stati difficili e divisivi ma spero che ora si possa voltare pagina insieme attraverso un atteggiamento costruttivo e ambizioso negli imminenti negoziati”. Si mostra dunque ottimista assicurando che “il Regno Unito avrà sempre nell’Unione europea un amico fidato e un partner”.

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