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Avanti Italia!

by Rosario Sorace

Chiusi tra le mura di casa si vive in claustrofobia, un po’ come Oblomov che temeva la vita reale e per compensare questo assurdo stato mentale si limitava a sognare ad occhi aperti, al fine di riflettere, immaginare e coltivare vividi desideri in attesa di realizzarli dopo la fine della grande paura.

Ecco, la paura di avere paura, è il grande dilemma che ci assilla e ci assale lasciandoci dentro di noi ansie, nevrosi e fragilità. La musica rincuora e addolcisce l’animo, e così penso a Francesco De Gregori, il principe dei cantautori che cantava “…viva l’Italia che non ha paura, viva l’Italia che resiste…”, è stato questo il nostro inno scelto a tutte le manifestazioni socialiste degli anni ’80, destinato ad essere un mantra della resilienza collettiva quando tante linee d’ombra segnavano la nostra storia e siamo stati capaci di risollevare le sorti di una Nazione smarrita, stanca e ferita.

Ieri, come oggi, dobbiamo sognare e progettare una dimensione futura in cui occorre essere visionari ed estrosi con lo stesso pessimismo ragionevole di Candido Munafò, intellettuale alter ego partorito dalla penna di Leonardo Sciascia, e come lui dobbiamo deporre inutili egoismi e stupidi orpelli per riedificare il nostro futuro su basi nuove senza illusioni mentali.

È l’occasione per recuperare il tempo perduto e ritrovare sui duri sentieri i valori del rispetto, della dignità e dell’onestà.

Si spera che adesso accadano cose semplici, dopo la buriana in cui i ricchi siano disposti a cedere un po’ della loro agiatezza per chi ne ha bisogno, elevandosi a cittadini consapevoli dei diritti e degli obblighi verso la comunità; in cui sapremo essere persone decorose che tutelino, non solo a parole, l’ambiente e la natura dei doveri, in cui non saremo ossessionati e obnubilati dall’esercizio del potere in ogni luogo, costi quel che costi, in cui avremo maggiore amore verso noi stessi e verso la prossimità.

Il risorgimento laico e la resistenza civile sono dentro di noi, nel codice genetico, del nostro popolo che possiede il dono della fantasia e la magia della creatività.

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