Home Cronaca Arrestato a Palermo Pietro Polizzi(FI) per patto elettorale con la mafia

Arrestato a Palermo Pietro Polizzi(FI) per patto elettorale con la mafia

by Rosario Sorace

Come se nulla fosse accaduto in questi decenni, ci sono ancora oggi politici che vanno alla ricerca di voti mafiosi.

Proprio a Palermo, per le elezioni amministrative, è stato arrestato un candidato di Forza Italia Pietro Polizzi con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso.

E’ finito in carcere anche una persona molto vicina al boss mafioso defunto Totò Riina. Polizzi è stato anche consigliere provinciale dell’Udc e svolge la sua attività professionale come dipendente di Riscossione Sicilia.

L’indagine è stata portata avanti dal procuratore aggiunto Paolo Guido e le intercettazioni ambientali avrebbero fatto risalire ad un “patto elettorale” stipulato tra l’esponente di FI e un componente della famiglia Sansone, dotata di una vasta influenza nel quartiere dell’Uditore e che a suo tempo ospitò Riina prima che venisse arrestato nel gennaio del 1993.

Adesso, con i nuovi metodi investigativi e le dotazioni tecnologiche a disposizione, tale indagine è stata condotta nel giro di un mese dalla procura di Palermo portando ordini di custodia cautelare nei confronti dell’esponente politico di FI, Pietro Polizzi, e di Agostino Sansone, fratello di Gaetano proprietario della villa di via Bernini in cui il capo dei capi trascorse un periodo prima dell’arresto.

Dopo le polemiche sugli endorsement nel centrodestra da parte di Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri adesso, come una doccia fredda (si fa per dire con la canicola in corso in Sicilia), viene arrestato un candidato della coalizione dell’ex rettore di Palermo, Roberto Lagalla.

Secondo l’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido, sarebbe venuto alla luce un “patto elettorale” tra l’esponente di FI e Sansone che si è concluso con l’arresto dei due insieme a Manlio Porretto, un collaboratore di Sansone.

L’indagine ha stabilito che l’incontro tra Polizzi e il costruttore risalirebbe al 10 Maggio. Sansone era tenuto sotto sorveglianza con un sistema di intercettazioni.

Gli investigatori hanno ascoltato direttamente la promessa di appoggio alle prossime comunali dell’imprenditore ed in cambio il politico ha assicurato un sostegno per la sua attività.

Così in breve tempo i due pm Scaletta e Antoci, coordinati da Guido, hanno chiesto la misura cautelare che il gip ha emesso in pochi giorni.

Inoltre è emerso che gli investigatori hanno perquisito l’abitazione e gli uffici del costruttore tra cui alcuni immobili che si trovano nel complesso residenziale di via Bernini, che è lo stesso in cui i Sansone, legati da alleanza stretta ai boss corleonesi, ospitarono Riina prima che venisse arrestato.

Agostino Sansone è fratello di Gaetano e Giuseppe che sono costruttori molto noti ed erano gli imprenditori di riferimento di Riina nel campo dell’edilizia.

Sono proprietari di un patrimonio enorme che è stato confiscato soltanto in parte e Agostino, inoltre, ha scontato una condanna per associazione mafiosa.

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