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Approvato il decreto per il taglio del cuneo fiscale

by Romano Franco

Sarà effettivo, da luglio, il taglio del cuneo fiscale. E si prova ad “accelerare il più possibile” il decreto per Taranto, mentre un vertice notturno viene convocato per fare il punto sulla trattativa con Mittal sull’ex Ilva. Giuseppe Conte dunque fa la sua mossa a tre giorni dalle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria e durante il Consiglio dei ministri notturno arriva il decreto che attua la manovra.

Il garantito taglio del cuneo si appresta a varare anche un nuovo provvedimento sull’Ilva, che sarà nel 2020 di 600 euro (cioè 100 euro al mese) per i lavoratori dipendenti con un reddito annuo lordo fino a 26.600 euro. Per i lavoratori che hanno redditi tra 26.600 e 35 mila euro, il bonus scende gradualmente fino ad arrivare a 80 euro al mese. Per la fascia successiva, quella dei dipendenti con redditi tra 35 e 40 mila euro, il bonus di 480 euro (80 al mese per i sei mesi del 2020), scende progressivamente fino ad azzerarsi del tutto a quota 40 mila euro.

Una misura “sperimentale” per il 2020: per il 2021 sono stanziati 5 miliardi ma si studia una più complessiva riforma dell’Irpef. Tutto ciò alla vigilia delle elezioni in Emilia Romagna, quelle consultazioni tanto pesanti da poter scuotere la tenuta della maggioranza.

Inoltre si annunciano altre possibili riforme all’orizzonte che potrebbero rivedere la prescrizione e la concessione di Autostrade. La prossima settimana infatti è attesa una decisione sulla revoca della concessione ad Autostrade e in commissione alla Camera si voterà per il decreto Milleproroghe, con emendamenti di Italia viva in dissenso dalla maggioranza. Matteo Renzi conferma di essere anche pronto al voto in Aula di martedì, a favore della legge del forzista Enrico Costa per cancellare la legge Bonafede sulla prescrizione. Iv si fermerà, spiega Renzi, se ci sarà una mediazione. Ma il ministro Bonafede sostiene con chiarezza: “La mia proposta è già legge”. Perciò si ipotizzano due possibili soluzioni: la prima è convincere Iv ad astenersi in Aula, la seconda rispedire tramite votazione il testo in commissione. Tutto questo in vista del voto in Emilia che è determinante e potrebbe rafforzare o sfaldare una maggioranza non così coesa.

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