Nuove idee per Milano mentre in Veneto ha inizio la fase 3

Strategia saggia quella di alcuni assessori del Comune di Milano che voglio limitare la circolazione di autovetture per aumentare gli spazi dei locali, strade e spazi pubblici verranno utilizzati per la ripresa del commercio. Bicicletta e camminate a piedi saranno all’ordine del giorno. La Nuova Milano verrà adibita per evitare assembramenti. Limite di velocità a 30 all’ora. La ripartenza che il Comune ha lanciato si chiamerà Milano 2020.

“Arrivare a limitare la vita dell’ultrasessantenne mi sembra inaccettabile”, ha proseguito Fontana, che da ultrasessantenne, 68 per la precisione, si sente quasi offeso; e prosegue: “Limitare la vita e la libertà in base alle fasce d’età la vedo molto più discutibile anche dal punto di vista costituzionale e delle libertà che la Costituzione sancisce. Bisognerà prevedere maggiori attenzioni e fare in modo che le attività che comportino un rischio maggiore non vengano compiute da chi ha più possibilità di essere colpito dal virus, prevedere controlli maggiori anche dal punto di vista sanitario delle possibilità di essere sottoposti più spesso a valutazioni, questo sì, ma arrivare a limitare la vita dell’ ultrasessantenne mi sembra inaccettabile” ha concluso. Peccato che siano anche i soggetti più a rischio, ancora una mossa per portare a casa voti dei 60enni.

Luca Zaia, governatore del Veneto, ha firmato oggi una nuova ordinanza che prevede deroghe alle restrizioni. Via libera a cibo d’asporto e take away di pasticcerie e gelaterie. Negozianti e clienti dovranno avere mascherine e guanti. Distanziamento di un metro. Ha dichiarato la riapertura di librerie, cartolerie e negozi per bambini, per i quali non vale più il limite di due giorni a settimana che dice: “Abbiamo raschiato il barile togliendo tutto ciò che si poteva per quanto è consentito dalla legge. Ma sia chiaro, non è il libera tutti”. Per Zaia e il Veneto ha inizio una fase con meno restrizioni.

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