Lutto nel mondo della moda. ‘Addio Pierre Cardin’

L’Italia perde un’altra celebre personalità alla veneranda età di 98 anni. E’ morto Pierre Cardin! Il famoso stilista di origine italiana nacque in un paesino di Treviso, nel Veneto, ma era di adozione francese, nazione dove mosse i primi passi nel campo della moda.

In pochi anni diventò uno tra i più importanti couturier della seconda metà del Novecento, un grande gigante della moda e del design. Il suo nome è Pietro Costante Cardin, nato da una famiglia di facoltosi agricoltori, che finirono in povertà dopo la prima guerra mondiale.

Rimase sempre legato all’Italia ed ha rappresentato una mescolanza di stile tra Italia e Francia. Il giovane Pierre si spostò in Francia a soli 14 anni e iniziò l’apprendistato da un sarto a Saint- Étienne. Fece breve esperienza da Manby, sarto a Vichy e nel 1945 giunse a Parigi lavorando prima da Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiaparelli.

Si rivelò sin da subito un talento, divenendo il primo sarto della maison Christian Dior durante la sua apertura nel 1947 e fu artefice del successo del maestro che inventò il New Look. Nel 1950 fondò la sua casa di moda e si cimentò con l’alta moda pochi anni dopo nel ’53.

Cardin si distinse per la sua immensa creatività del suo stile futurista che ispirava alle prime imprese dell’uomo nello spazio. Per le donne preferì tagli geometrici che volutamente ignoravano la femminilità. La sua moda si informò ad uno stile unisex e ad una sperimentazione di linee innovative. Nel 1954 introdusse il bubble dress, l’abito a bolle.

Dunque, Cardin è stato un lungimirante antesignano nella scelta di nuovi mercati e nel firmare nuove licenze a livello internazionale. Infatti nel ’59 fu il primo stilista ad aprire in Giappone un negozio d’alta moda. Ebbe anche una traversia sempre in quell’anno poiché fu espulso dalla Chambre Syndacale francese avendo lanciato per primo a Parigi una collezione confezionata per i grandi magazzini Printemps. Ma venne reintegrato subito dopo.

Cardin è stato membro della Chambre Syndicale de la Haute Couture et du Pret-à-Porter e della Maison du Haute Couture dal 1953 e si dimise dalla Chambre Syndacale nel 1966. Dal 1971 le sue collezioni sono state mostrate nella sua sede, l’Espace Cardin, a Parigi, prima di allora erano ubicate nel Teatro degli Ambasciatori vicino all’Ambasciata americana.

Questo fu uno spazio che il couturier ha utilizzato anche per promuovere nuovi talenti artistici nel campo teatrale e musicale. Dal 1994 decise di mostrare la sua collezione solo ad un ristretto gruppo di clienti selezionati e giornalisti. Nel 1971 Cardin venne anche affiancato nella creazione d’abiti dal collega Andrè Oliver.

Lo stilista era dedito ad un’intensa mondanità, amava il mondo del jet set, al punto che nel 1981 acquistò i celebri ristoranti parigini Maxim’s. In breve tempo aprì filiali a New York, Londra e a Pechino nel 1983 e vi affiancò una catena di hotel. Cardin ebbe una grande passione per gli immobili e entrò in possesso delle rovine di un castello a Lacoste che fu abitato nel passato dal Marchese de Sade. Lo stilista lo ristrutturò e vi organizzava dei festival teatrali.

Cardin acquistò anche palazzo Ca’ Bragadin a Venezia dove risiedeva durante i suoi frequenti soggiorni nella città lagunare e, dove, nella calle attigua c’è uno spazio espositivo. Negli anni ’80 investì le sue risorse nel Palais Bulles (Il palazzo delle bolle) che dal pavimento al soffitto, era riempito da forme sferiche.

Il teatro era capace di contenere 500 posti a sedere, con delle piscine sul Mar Mediterraneo ed era spesso luogo di feste ed eventi. L’interno era arredato con pezzi di design, le Sculptures utilitaires, che furono disegnate dallo stesso Cardin.

La sua fama e il suo genio non conosceva confini al punto che nel 2017 è stato realizzato un docu-film sulla vita di Cardin, poi presentato al Festival del cinema di Venezia nel 2019: House of Cardin di P. David Ebersole, Todd Hughes. Adesso, recentemente nel luglio 2019 è stata realizzata una mostra monografica dedicata a questo “gigante della moda” negli Usa, nel Brooklyn Museum.

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