Il parossismo dei proclami

Uscire dal limbo e non essere dimenticati, costi quel che costi, è questo l’imperativo categorico di alcuni politici di primo piano.

Si levano dal mondo politico, posizioni più o meno generiche, di cui i primi a non crederci, spesso, sono gli stessi che blaterano.

Si nota una totale assenza di proposte concrete per uscire dal pantano, al di là delle misure tampone e provvisorie del Governo che, comunque dureranno per un periodo definito. Oggi abbiamo un Paese che rischia la disperazione sociale, avremmo bisogno di pensare ad un progetto di lunga scadenza e, al posto di unirsi, la sua classe politica, con una certa dose di compattezza, si divide su tutto, anche sui dettagli e le minuzie, facendo finta di dialogare e di confrontarsi, mentre invece si pensa sempre all’elezione che verrà.

In realtà non c’è nessuna volontà a fare tesoro dell’appello di Mattarella, poiché si tenta i far prevalere solo confusi proclami, in cui si denuncia, con esagerato parossismo, persino, che siamo vicini alla fine della democrazia e delle libertà individuali. Alcuni politici non hanno compreso ciò che tanti cittadini hanno compreso o cominciano a comprendere sulla propria pelle.

Oggi è il tempo di fare e di fornire soluzioni concrete e percorribili. Ben presto, subito dopo l’estate, il governo sarà costretto a iniziare una politica economica che cominci a coprire il massiccio debito prodotto. Quindi il tema della fedeltà fiscale e l’obbligo della solidarietà sociale sarà centrale nelle politiche di qualsiasi esecutivo.

Se sarà Conte o qualcun altro, non sarà possibile sottrarsi alla necessità di rivisitare politiche trascurate da decenni per contenere il deficit e il debito.

Senza patto di stabilità il Paese respira e può permettersi di investire, però dovremo capire che è giunto il momento decisivo per colpire “l’economia” in nero (evasione, elusione, lavoro ecc…) in tutte le sue forme e deformazioni che è tollerata e subita dai pubblici poteri.

É un tema posto all’ordine del giorno della nostra vita democratica e fare finta che non esista o semplicemente differenziarne il tempo in cui affrontarlo non è più possibile e sarebbe un suicidio collettivo.

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