Il grande fardello della regolarizzazione

Ieri si è avuto l’incontro riguardante il discorso di italiani e stranieri. Secondo Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno: “C’è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito”.

Poi la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova dice che “non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria”.

Le trattative sono serrate nella maggioranza sulla regolarizzazione. Iv, Pd e Leu vogliono una regolarizzazione che dovrebbe andare in Consiglio dei ministri già da maggio. La ministra Lamorgese è d’accordo ma manca l’ok dei Cinquestelle che sono fortemente contrari alla regolarizzazione. C’è stato un confronto per i quattro ministri interessati: Lamorgese, Bellanova, Provenzano e Nunzia Catalfo.

Mentre il confronto non arriva ad una conclusione, c’è la Bellanova che spinge per regolarizzare quelli che chiama 600mila invisibili. Provenzano è sulla stessa posizione e dice: “C’è un tema in agricoltura che è un’emergenza da risolvere non più procrastinabile: dai campi arrivano i cibi che consumiamo sulle nostre tavole, dobbiamo ora portare anche nei campi quei diritti negati a chi ci lavora. La regolarizzazione e l’emersione del lavoro nero non solo risponde ad un’esigenza di giustizia, ma è anche un incentivo a fare ulteriori passi di modernizzazione al settore agricolo”. Fico è per la chiusura dell’accordo ma altri si oppongono.

Il dibattito si fa acceso. La maggioranza punta ad una regolarizzazione, almeno di tutti gli italiani, e da destra invece c’è chi la utilizza per far infervorare gli animi già tesi dei commercianti che non hanno avuto aiuti e contributi. Ma le questioni sono di natura diversa e non sono inerenti agli aiuti di stato. Anzi, al massimo con la regolarizzazione ci sarebbe più liquidità per l’INPS visto che i lavoratori inizierebbero a versare i contributi. Bisogna fare una battaglia contro il lavoro in nero su tutti i fronti e le ricette sono visibilità finanziara tramite bonifici bancari e l’abolizione del denaro contante e regolarizzazione.

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