Il Governatore della Banca d’Italia,Visco, lancia un monito sul futuro della nostra economia

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, lancia un monito puntuale e preciso nelle sue annuali considerazioni finali proponendo anche le sue idee per superare la crisi post covid: “Aiuti anti-covid finiranno, bisogna prepararsi. Debito comune per politica di bilancio Ue” e secondo il Governatore passa, da un oculato uso dei fondi europei e dal rafforzamento di una politica fiscale comune in seno all’Unione.

Cosicché i fondi del Pnrr sono gli aiuti “necessari” e indispensabili a chi perderà il lavoro e utili per consentire la ripresa economica, da perseguire anche grazie a una “stabile emissione di debito” europeo. Sono stati questi gli elementi centrali delle 41 pagine di intervento del governatore della Banca d’Italia che si è cimentato nel tradizionale appuntamento con le “Considerazioni Finali”.

Infatti per il governatore di Bankitalia è necessaria una “stabile emissione di debito” europeo garantita da “fonti di entrata autonome”, in modo da creare una “capacità di bilancio comune” con una revisione delle regole di bilancio. Visco ribadisce che occorre non ritirare troppo presto le misure di sostegno, anche di natura monetarie e ha manifestato il suo assenso all’idea che comincia a prendere piede in Ue sulla possibilità di rendere permanente un meccanismo di condivisione del debito come il recovery o lo schema anti-disoccupazione Sure.

Il debito comune – ha diffusamente spiegato – che è “ben distinto dal debito pregresso dei singoli paesi, che resterebbe responsabilità nazionale” anche se una parte potrebbe entrare in una gestione comune “ad esempio attraverso un fondo di ammortamento”.

Sul ruolo che deve assumere l’Europa, il governatore ha auspicato l’apertura di una “nuova epoca, un’epoca di cooperazione multilaterale intensa, di riduzione delle ingiustizie diffuse, di creazione di nuove opportunità. Non dovrà mancare la partecipazione, responsabile ed equilibrata, dell’Europa.

Per rispondere agli effetti economici e sociali della crisi sanitaria – ha proseguito – sono state assunte decisioni coraggiose, introdotti nuovi strumenti comuni di intervento. È questa la vera forza di un’unione; le premesse per uscire con rinnovata energia, insieme, dalla crisi sono incoraggianti; le aspettative non devono andare deluse”.

Sulle previsioni circa la fine della crisi globale causata dal Covid, per Bankitalia “nella media dell’anno l’espansione del Pil potrebbe superare il 4 per cento”.

Poi, Visco ha sottolineato che “l’attività produttiva si sta rafforzando” e che ” nel corso dei prossimi mesi, con il prosieguo della campagna vaccinale, vi potrà essere un’accelerazione della ripresa”. Infatti ad avviso del governatore, in particolare, “una ripresa robusta della domanda nella seconda metà di quest’anno è quindi possibile. Ne sono condizione il proseguimento delle favorevoli prospettive connesse con la campagna vaccinale e il buon avvio del Pnrr”.

Visco ha fatto riferimento al fatto che tra l’altro “in Italia, ad attese più prudenti da parte delle famiglie si associano piani di investimento delle imprese in sostanziale recupero”.

Adesso in virtù dell’attivazione del Pnrr dice Visco che “l’impatto degli effetti di domanda, tenuto conto dello stimolo all’accumulazione privata attivato dalle complementarità con il capitale pubblico, – ha aggiunto Visco– potrà portare a un aumento del livello del Pil tra i 3 e i 4 punti percentuali entro il 2026. Significativi effetti aggiuntivi, fino a 6 punti in un decennio, potranno derivare dalle riforme e dai piani di incentivo alla ricerca e all’innovazione”.

Complessivamente, secondo il governatore, “un piano efficacemente eseguito, nella realizzazione degli investimenti come nell’attuazione delle riforme, potrebbe elevare la crescita potenziale annua dell’economia italiana di poco meno di un punto percentuale nella media del prossimo decennio, consentendo di tornare a tassi di incremento del prodotto che la nostra economia non consegue da anni”.

Visco, comunque, ha messo in guardia che prima o poi ci sono effetti negativi inevitabili con l’interruzione delle misure anti-licenziamento, e, quindi, nel futuro ci sarà un “venire meno dello stimolo, in parte artificiale, che oggi proviene da politiche macroeconomiche straordinarie ed eccezionali. Cesseranno quindi il blocco dei licenziamenti, le garanzie dello Stato sui prestiti, le moratorie sui debiti. E andrà, gradualmente ma con continuità, ridotto il fardello del debito pubblico sull’economia. Bisogna essere preparati ai cambiamenti di cui abbiamo contezza e pronti per rispondere agli eventi e agli sviluppi inattesi, come dolorosamente ci insegna l’epidemia che ci ha tutti colpito”.

Proprio in tal senso ha detto, “sarà necessario mantenere il sostegno a chi perde il lavoro”, aggiungendo che “andranno corrette le importanti debolezze nel disegno e nella copertura della rete di protezione sociale che permangono nonostante le riforme degli ultimi anni; la pandemia le ha rese manifeste, richiedendo l’adozione di interventi straordinari. Siamo inoltre ancora lontani dalla definizione di un moderno sistema di politiche attive, in grado di accompagnare le persone lungo tutta la vita lavorativa”.

Allora appare fondamentale, in un’ottica della uscita dalla crisi, il buon uso che si farà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Deve essere parte di uno sforzo collettivo, volto a superare le nostre debolezze strutturali, la specificità di una anemia della crescita economica che dura da oltre due decenni”, ha affermato il governatore: “Se, come ormai abbiamo ben compreso, non esistono soluzioni semplici ai nostri problemi, è oggi – ha continuato – che si presenta un’occasione decisiva per intensificare l’impegno. Agli interventi previsti dal Piano e al connesso, articolato, programma di riforme occorre dare massima concretezza” e “vanno assicurate la sicurezza e la rapidità dell’esecuzione, l’efficacia e la trasparenza degli impegni finanziari”.

Intanto bisogna dire che gli impegni finanziari assunti secondo il governatore, “che sono certamente di dimensioni eccezionali per la digitalizzazione e l’innovazione, la transizione ecologica e la sostenibilità; sono altrettanto importanti le previsioni per l’istruzione e la ricerca, l’inclusione sociale e la salute; e il perseguimento delle priorità trasversali del riequilibrio dei divari territoriali, del sostegno alle generazioni più giovani e del conseguimento della parità di genere non si esaurirà con il Pnrr”.

Poi infine ha stigmatizzato un’idea ricorrente nel sistema Italia: “È fuorviante la contrapposizione tra Stato e mercato, che sono invece complementari”, poiché il governatore di Bankitalia Ignazio Visco sostiene che “un’economia sana ha bisogno di entrambi: di buone regole, servizi pubblici di qualità e interventi in aree in cui i rendimenti sociali sono alti ma l’attività privata è insufficiente”.

Infine ha precisato nel suo intervento che “la grave recessione generata dalla pandemia ha ridato centralità all’azione dello Stato”, tuttavia “non bisogna confondere la necessità di uno Stato più efficace nello svolgere le funzioni che già ora gli sono affidate con quella di estenderne i compiti”.

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