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A proposito di narcisismo politico

by Rosario Sorace

Mostrare, apparire e recitare: sono questi gli imperativi categorici di chi fa politica per conquistare e detenere il potere anche a discapito degli interessi generali.

Cosicché in tal modo si vive nell’assoluta scissione tra le idee espresse in parole e l’agire concreto in opere. In via generale e astratta descrivo un soggetto ipotetico che sostanzia la sua ascesa al potere utilizzando a pieni mani anche l’analisi approfondita e lo studio continuo del contesto sociale. In tale maniera suggerisce, formula e declama per poi passare all’azione magari facendo esattamente l’opposto di quel che predica.

Nella realtà abbiamo un’infinita categoria di antropologie politiche (affaristi, opportunisti, voltagabbana, cinici, bugiardi e tanto altro) ma la figura in questione contiene tutte queste serie di identità aggiungendone quella che sembra la più pericolosa, ovverosia la affabulazione oratoria e retorica per ricercare l’approvazione senza interlocuzione dialettica.

Si finge di essere competente su tutto, scrive libelli, articoli settimanali, parla ai giovani, organizza attività, si rivolge al nuovismo e gira in lungo e largo per promuovere il proprio pensiero che per lo stesso è inesplicabile, immenso e infinito. Si mostra, appare e recita il ruolo di liberal-progressista o conservatore rispettoso a parole dei diritti individuali e sociali ma poi nella coscienza nasconde segreti (pubblici o privati) inconfessabili e pesanti. L’unico interesse che lo anima è quello di manifestare a sé e agli altri la propria esistenza e ricercare sempre e comunque il potere di stare al centro della scena. Adora solo gli applausi smodati e il consenso cieco non ascoltando mai colui che gli sta di fronte e che gli parla con onestà e schiettezza ma prediligendo nel contempo di accompagnarsi con personaggi silenti, equivoci e intrallazzatori. Il suo iperattivismo giova così a coprire tutto il danno che produce quotidianamente con il ridondante campionario delle fragilità psicotiche protese a nascondere l’assenza di convinzioni etiche e morali di cui è avvolto.

In fondo tutto ciò serve ad appagare il narcisismo politico che ricerca con l’approvazione e l’esaltazione del proprio ipertrofico e debole ego che sopravvive nutrendosi del piacere di avere sudditi sciocchi e ubbidienti ai propri piedi.

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