Home Attualità A Bologna il centro destra trova un accordo candidando a sindaco Fabio Battistini

A Bologna il centro destra trova un accordo candidando a sindaco Fabio Battistini

by Rosario Sorace

Dopo le divisioni e le spaccature, il centro destra, per le elezioni a Bologna, mette una toppa e si calma la guerra interna trovando l’intesa su Fabio Battistini, candidato civico della Lega che oggi può contare sull’appoggio di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Si era giunti ad un punto di non ritorno nei giorni scorsi con la frantumazione della coalizione in Emilia Romagna e che si era fatta più vivace con i lavori del ddl Zan in Aula.

Ma innanzitutto con le nomine del cda Rai dove Fdi lamenta di essere rimasta fuori e senza rappresentanza per responsabilità molto gravi, secondo Giorgia Meloni, proprio degli alleati di coalizione. Un clima tesissimo, condito da veti e polemiche e che soltanto con il buon senso finale ha trovato un esito unitario con l’indicazione appunto di Battistini, civico vicino alla Lega.

Com’è noto le elezioni si terranno a Bologna tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021 e con questa designazione di questo imprenditore di 65 anni si perviene ad accordo proprio in extremis nel momento in cui Giorgia Meloni annunciava l’adesione a Fdi dell’ex forzista Lucio Malan.

“Ho il dubbio che vogliano farci perdere la pazienza”, ha affermato la Meloni. Così, per il capoluogo dell’Emilia-Romagna, Battistini viene aggiunto al candidato che sfiderà quello indicato dal centrosinistra Matteo Lepore nella speranza di riuscire nell’impresa di spezzare l’egemonia dei sindaci rossi, come avvenne nel 1999 dal civico Giorgio Guazzaloca che riuscì a rompere un dominio che durava dal dopoguerra.

Ora Salvini si sente il vero vincitore della passata diatriba interna e gongola fiducioso nella potenzialità di un successo di Battistini. “Conto che Fabio possa essere la nuova speranza per Bologna – ha dichiarato -, ma non impongo nessuno, non forzo la mano. Attendo che la stessa convinzione l’abbiano anche gli alleati”.

Allora immediatamente si è accodata la dirigenza di Fratelli d’Italia: “Oggi annunciamo la disponibilità a sostenere la candidatura di Battistini – ha detto immediatamente dopo il deputato bolognese Galeazzo Bignami. Gli impegni si rispettano! Esattamente lunedì scorso Giorgia Meloni è venuta a Bologna promettendo che, entro una settimana, ci sarebbe stata chiarezza sul candidato sindaco. Il bene di Bologna e l’unità della coalizione vengono prima di ogni cosa e confidiamo che tutti gli alleati convergano su questa proposta”.

Quindi è arrivato anche il nulla osta di Forza Italia che comunque aveva tentato sino fino all’ultimo momento di far prevalere la candidatura di Andrea Cangini, parlamentare azzurro ed ex direttore del Quotidiano nazionale e del giornale bolognese “ Il Resto del Carlino”.

“Il nostro primo ringraziamento va all’amico senatore Andrea Cangini, personalità autorevole e carismatica, che avrebbe rappresentato un’ottima scelta come candidato sindaco per Bologna” ha affermato il senatore e coordinatore regionale degli azzurri, Enrico Aimi, che appunto faceva sapere di privilegiare l’unità della coalizione, facendo un passo indietro.

Quindi i berlusconiani si dichiaravano pronti a “convergere sulla scelta a candidato sindaco di Fabio Battistini, stimato imprenditore, al quale assicuriamo il nostro incondizionato appoggio politico, per offrire ai bolognesi una concreta e valida possibilità di vittoria”.

Il nome di Battistini circolava ormai da tempo, almeno da dicembre, al punto che lo stesso imprenditore aveva definito “uno spettacolo deprimente”, denunciando apertamente che la coalizione mostrava “incapacità conclamata a decidere”.

Ora invece Battistini cambia registro e tiene a rilevare: “Sono per il centrodestra il loro candidato, non c’è dubbio. Ma io, che sono sceso in campo da dicembre, con l’ambizione di propormi alla città rappresentando quell’arco potenziale di elettorato che non è rappresentato dall’attuale maggioranza, quindi un bacino ben più ampio, posso dire che, nel tempo, ho raggiunto il consenso di tante cittadine e cittadini, associazioni, enti, partiti minori: alla fine, e dico grazie, arrivano anche i tre partiti più significativi”.

Sulla scelta di Battistini adesso si apre anche la polemica dell’escluso, Cangini che accusa senza mezzi termini il segretario leghista: “Il Comune di Bologna è contendibile da tempo. La volta scorsa Matteo Salvini impose un candidato della Lega, questa volta ha imposto un candidato civico. Oggi come allora si è assunto una grossa responsabilità: spero che l’esito sia migliore”.

Quindi un centro destra affetto da liti interne a livello nazionale che si riverberano nelle scelte dei sindaci e questi strappi continui faceva temere che a Bologna potesse esserci persino una corsa solitaria di FdI, con Bignami nel ruolo di candidato sindaco che sarebbe piaciuto molto a Berlusconi perché avrebbe rafforzato i legami tra Lega e Fratelli d’Italia mettendo all’angolo la Meloni.

Domenica scorsa è circolata anche l’ipotesi di un ticket tra Battistini candidato sindaco e l’azzurra Ilaria Giorgetti, che è stata l’ex presidente del Quartiere Santo Stefano e che comunque ha declinato decisamente di farsi arruolare nella corsa a Palazzo D’Accursio. “Il mio cuore e la mia storia politica e personale centrista e di territorio mi dicono di prendere le distanze da questo spettacolo che non è piaciuto certamente ai bolognesi” ha tenuto a sottolineare la forzista .

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